Stannah-muoversi-insieme-montascale

Oggi è la giornata mondiale della vista, una ricorrenza che ci fa sorgere spontanea una breve riflessione sulle principali problematiche che colpiscono l’occhio degli anziani.
Abbiamo già affrontato l’argomento delle cadute nell’anziano: esse costituiscono un importante punto di partenza per un ragionamento assolutamente non fuori luogo e, rappresentando un elevato elemento di rischio, sono da tenere in gran considerazione. Il rischio di caduta aumenta con l’età, raggiungendo il culmine fra gli 80 e i 90 anni.
Ogni anno, circa 1/3 degli anziani, ospitato presso una comunità, cade. Le cadute negli anziani costituiscono anche il 40% degli eventi accidentali con accesso in pronto soccorso, oltre ad essere una delle prime cause di morte correlabile a lesioni fortuite. I fattori di rischio ambientali sono per lo più scalini, scarsa illuminazione, carenza di dispositivi di sostegno, calzature non adeguate. I fattori biologici dovuti all’invecchiamento, che rappresentano fonte di caduta, vanno dalla debolezza muscolare alla riduzione della sensibilità propriocettiva, ai disturbi dell’equilibrio, alle malattie neurologiche e, non da ultimi, ai disturbi della vista.
Viene chiamata presbiopia il più comune disturbo della vista che compare dopo i 45 anni di età: si tratta dell’incapacità progressiva di vedere gli oggetti vicini. La parola “presbiopia” deriva dal greco e significa “vista da vecchi”. E’ dovuta all’ispessimento del cristallino, normale componente dell’occhio, che diventa meno elastico e quindi meno pronto all’accomodazione della vista stessa. Si può correggere con l’impiego di occhiali idonei.
Quando il cristallino diventa opaco si ha la cataratta, un disturbo comune negli anziani, ad evoluzione lenta. La cataratta porta a progressiva diminuzione dell’acuità visiva. L’unico rimedio è l’asportazione chirurgica del cristallino, oggi attuabile in anestesia locale, anche nelle persone più anziane (oltre i 90 anni) e nei malati di cuore, senza particolari rischi, in ambienti ben attrezzati.

un’altra patologia tipica dell’anziano è il glaucoma, una delle principali cause di cecità nella società occidentale. Può avere un inizio lento e subdolo, finché non avviene una grave perdita della capacità visiva. E’ legato ad un progressivo aumento della pressione dei liquidi all’interno dell’occhio e colpisce circa il 10% delle persone con minorazioni della vista.
La sindrome ischemica oculare è una delle possibili condizioni cliniche che si associano alla malattia dell’arteria carotide, insieme all’attacco ischemico transitorio cerebrale, all’amaurosi transitoria monolaterale, all’occlusione dell’arteria centrale della retina o di una sua diramazione, ed alla retinopatia ipotensiva. E’ una severa forma di ischemia cronica dell’occhio e delle strutture endo-orbitarie irrorate dall’arteria oftalmica. Si pensa sia dovuta ad una cronica ipo-perfusione sanguigna presente in soggetti con stenosi carotidee superiori al 90%. E’ caratterizzata da una riduzione dell’acuità visiva che si manifesta in modo improvviso nel 41% dei casi. Si può avere dolore oculare e/o orbitario nel 13% dei casi. Solo nel 20% dei pazienti il riscontro è occasionale.

La degenerazione maculare, legata all’età, è il risultato del progressivo accumulo di lipidi a livello oculare. Il primo passo, da un punto di vista terapeutico, è tenere sotto controllo l’evoluzione dell’aterosclerosi.
Già in occasione del Congresso nazionale degli optometristi tenutosi nell’aprile 2009, è stato posto l’accento sul fatto che il difetto visivo, non corretto naturalmente, si riflette sulla visione e sulla qualità della vita dell’anziano. l’80% della compromissione visiva degli anziani può essere corretta sia aggiornando la prescrizione degli occhiali sia rimuovendo chirurgicamente la causa. Sui 12 milioni di persone oltre i 65 anni di età, in Italia, la percentuale di cadute potrebbe diminuire del 15% grazie ad interventi preventivi mirati.
Spesso gli anziani si fanno prescrivere gli occhiali in un negozio di ottica dopo un esame che, anche se accurato, tiene conto solamente di aspetti tecnici. E’ fondamentale che la prescrizione venga fatta da un medico specialista, dopo un esame oculistico completo, per accertare che non vi siano altri tipi di alterazioni.

Un esame accurato della vista e della struttura anatomica dell’occhio è molto utile anche nella diagnosi precoce di altre malattie, come l’ipertensione e il diabete.
Una cattiva percezione dell’ambiente può portare ad errori di interpretazione della profondità, della distanza e favorire quindi le cadute.
Cosa fare? Bisogna inevitabilmente ricorrere al trattamento delle malattie oculari con una terapia specifica e adeguare l’ambiente, soprattutto domestico, rendendolo ad esempio correttamente illuminato con una luce indiretta e non puntiforme.

Vuoi lasciare un commento? Clicca qui