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Emilio Salgari ce l’ha dimostrato: per conoscere un mondo lontano, non serve per forza prendere un aereo. Con l’immaginazione noi esseri umani possiamo andare dappertutto, come sanno bene i bambini quando fanno ruotare il mappamondo. Oltretutto, non è necessario diventare noi stessi i protagonisti di viaggi inventati o reali, ma possiamo sempre affidarci alle parole altrui. I libri, celebrati nella Giornata mondiale del prossimo 23 aprile, hanno lo straordinario potere di farci partire pur restando fermi, un’esperienza più facile da compiere dopo i sessant’anni, come sostiene Paolo Ferrario nell’articolo pubblicato oggi nell’area Magazine, settore Letture.
A quell’età, dice infatti l’esperto, dovremmo avere più tempo da dedicare a noi stessi, riscoprendo, magari, autori e testi dei tempi della scuola.
Il nostro sociologo ci conduce, così, in un affascinante itinerario tra le antologie degli anni Cinquanta e Sessanta, testimonianze di un tempo in cui si mandavano a memoria brani difficilissimi per menti molto giovani, nella convinzione pedagogica che bisognasse elevarsi fino ai vertici della cultura quando ancora si indossavano i grembiuli.
Rileggere quei testi da “prevecchi”, considera Ferrario, può essere un esercizio benefico per persone ormai liberate dal terrore di fallire un’interrogazione scolastica.
Voi che cosa ne dite? Vi piacerebbe riaprire i vostri testi di scuola? Oppure temete tuttora di risvegliare brutti ricordi? Diteci la vostra e buone letture!

Leggi l’articolo di Paolo Ferrario