Non c'è
solitudine maggiore di quella che si prova stando in mezzo a una folla. Dell'
alienazione metropolitana hanno parlato spesso
poeti e
scrittori: la loro salvezza, in molti casi, è stata proprio l'arte, mentre i comuni mortali sono spesso costretti a ricorrere ad altri surrogati oppure diventano preda di fobie e nevrosi. Per fortuna, esistono efficaci contromisure: a Milano, per esempio, si sta sperimentando
lo psicologo di quartiere, come racconta
Luciana Quaia nell'articolo che pubblichiamo oggi nell'area
Magazine, settore
Psicologia.
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