
Fino a pochi anni fa, potremmo dire dieci-quindici,
gli anziani sono stati fortemente sotto-rappresentati in
pubblicità. Perché?
Innanzitutto, per la predominanza nel settore di temi, espressioni, valori, focalizzati su mondi positivi, euforici, vincenti, fortemente insistenti sugli effetti benefici dell’acquisto, a discapito degli aspetti meno ottimistici, meno proiettati al futuro, meno vitalistici, meno orientati alla crescita.
La vecchiaia, infatti, in genere richiama
valori poco desiderabili come la fragilità, la decadenza del corpo e della mente, quindi l’inefficienza psicofisica, la malattia, la morte.
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