



06-06-2011 -
Scritto da: Sofia - Commenti (0)
Stando all'ultimo Rapporto Istat sull'Italia, le più tartassate di impegni sarebbero le nonne: a loro tocca spesso di occuparsi di tutta la famiglia, dai nipotini ai parenti più anziani ancora in vita. Di sicuro, per tenere in piedi un così complesso menage, le nonne nazionali saranno diventate espertissime nel cosiddetto multi-tasking. Eppure, fare troppe cose insieme sarebbe sempre meno indicato via via che si invecchia. Ad affermarlo, è una ricerca americana che ha condotto una sperimentazione ad hoc per validarne la tesi. >>
Ufficialmente, la crisi economica internazionale è finita nel 2009, ma gli effetti negativi si sentono ancora oggi. A dirlo, è il Rapporto Istat 2010 sull'Italia, reso pubblico a fine maggio. Tra gli aspetti più preoccupanti l'Istituto nazionale di statistica rileva il progressivo indebolimento delle reti di sostegno alla famiglia. A risentirne, sono in particolare gli anziani fragili. Dall'altro lato, però, anche le famiglie con bambini molto piccoli potrebbero nel giro di qualche decennio non avere più il grande aiuto per il momento ancora fornito dai nonni. >>
Sempre più anziani e sempre più stranieri. In estrema sintesi, il rapporto Istat 2011 sulla popolazione italiana traccia un quadro che sembra un cerchio: da una parte, la speranza di vita alla nascita e la quota di over 85 continuano a salire, dall'altra la natalità spiccata degli immigrati frena la flessione dei residenti di madrelingua nazionale. Per il momento, una parte consistente dei nuovi italiani, nella stragrande maggioranza di origine rumena, seguiti, in misura più consistente, da albanesi, marocchini, cinesi, senegalesi e peruviani, è impiegata nei lavori meno ambiti dagli italiani di nascita, ma la forte presenza di minorenni nati da almeno un genitore straniero (di solito la madre) è destinata a mutare la composizione socio-economica della Penisola nel giro di dieci-vent'anni. >>
09-06-2010 -
Scritto da: Sofia - Commenti (2)
Che il 2009 sia stato un anno “horribilis” dal punto di vista economico, nella percezione dei singoli italiani e per le prospettive di sviluppo generali del Paese, nessuno – o quasi- lo mette in dubbio.




