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Emanuele Rovatti-2Emanuele Rovatti ha il viso disteso di chi ama da sempre lo sport, nel senso più puro del termine: solo chi ha una visione corretta dell’attività fisica, capisce quanto sia importante non strafare né, al contrario, mettere a riposo il proprio corpo troppo presto. Nell’uno e nell’altro caso, infatti, si rischia di danneggiarlo, come dimostrano disturbi a volte fin troppo prematuri all’apparato muscolo-scheletrico. La parte più colpita da problemi del genere è la schiena, croce per molti anziani. Per aiutare questi ultimi e non solo, Rovatti è partito all’inizio della sua attività professionale dalla ginnastica correttiva, approfondendo in particolare il trattamento chinesiterapico della scoliosi, per arrivare, alla fine degli anni Novanta, a inventare e brevettare un Metodo basato su un approccio olistico alla cura. Per Rovatti e i suoi collaboratori,in altri termini, vale alla perfezione il motto latino “mens sana in corpore sano”, ma anche il suo contrario, come ha ben spiegato a Muoversi Insieme nell’intervista che segue. Buona lettura.

Quando è nata la Rovatti Plan e quante persone vi lavorano attualmente, nelle due sedi di Cassano D’Adda e Melzo?
Comincio con una precisazione sulla dicitura della nostra azienda, nata come Rovatti Plan® alla fine degli anni Novanta, quando ho deciso che era il momento di registrare il marchio che racchiude una tecnica personale, frutto già allora di 20 anni di esperienza nel settore, di approccio alla ginnastica medica, correttiva, educativa e riabilitativa. Nel frattempo,conseguo il diploma di Specializzazione in Chinesiologia e Chinesiologia Rieducativa presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Chieti e la Laurea in Scienze Motorie. Finché nel 2006, insieme a mio figlio Marco,apro i due centri Rovatti Plan® rispettivamente a Cassano D’Adda e Melzo nei quali tuttora lavoro, sostenuto da una equipe terapeutica che raccoglie tutte le figure professionali legate al mondo del movimento preventivo, educativo e riabilitativo. In tutto, il nostro staff conta 13 persone, accomunate tutte da entusiasmo, curiosità e passione, tutti valori che cerco di trasmettere ai miei figli e ai collaboratori. Nei due centri collaborano, oltre a mio figlio Marco, altri membri della famiglia Rovatti che ho voluto e saputo coinvolgere nella mia passione.
Quanto ha inciso la sua formazione sportiva nel comprendere l’importanza della giusta prevenzione muscolo-scheletrica a tutte le età?
Moltissimo. Sono stato Tecnico regionale di atletica leggera; ho alle spalle 20 anni di insegnamento alla scuola media superiore dove allenavo gruppi sportivi pomeridiani di atletica leggera due volte la settimana, con ben 60-70 ragazzi! Ricordo la grande passione di quei tempi. Sport e attività fisica sono estremamente importanti. Lo sport del resto è il versante attivo del trattamento cinesiterapico svolto in palestra.
Potrebbe spiegarmi più nel dettaglio in che cosa consiste il suo Metodo e come si è eventualmente modificato nel tempo?
Il Metodo Rovatti® si basa sul trattamento delle patologie scoliotiche che deriva dall’approccio della scuola francese (Metodo Lyonnese) ed è stato da me stesso verificato, elaborato, affinato in 40 anni di professione e centinaia di casi visti, molti dei quali seguiti e studiati per parecchi anni. Già negli Ottanta, infatti, ai primi convegni ai quali ero invitato come relatore, io utilizzavo, secondo le intuizioni del mio maestro, il compianto dottor Paolo Sibilla, un approccio di tipo corticale (superando quello biomeccanico – muscolare),che lavora sul concetto di “presa di coscienza”, ossia secondo il principio che è il cervello che “comanda tutto”.
E questo principio che cosa ha a che fare con l’approccio di tipo francese da voi applicato?
La filosofia di base del metodo francese è quella “di ascoltare attraverso le mani” il corpo del paziente e aiutarlo a prenderne coscienza e conseguentemente correggerlo. Negli anni ho messo a punto un metodo, che partendo da questo approccio, supera la necessità vincolante del rapporto vis a vis, cioè uno a uno, fra terapista e paziente e può essere esteso a tutte le tematiche delle algie vertebrali. Il trattamento personalizzato, un protocollo di lavori specifico individuale restano alla base del mio approccio e il rapporto personale con ciascuno dei pazienti è importantissimo, fino a sviluppare un rapporto di empatia vero e proprio. Ho lavorato molto sulla “presa di coscienza” del paziente fino a renderlo il protagonista principale del proprio trattamento.
In che modo?
Con l’introduzione delle bande elastiche ho superato la necessità del rapporto uno a uno e incoraggiato sempre di più la presa di coscienza, la propriocezione, la consapevolezza del proprio corpo, dei movimenti delle correzioni necessarie per il raggiungimento della postura corretta. Il fattore che ritengo di successo è l’impostazione di un programma riabilitativo serio con una buona motivazione psicologica da parte del paziente. A ciò si aggiunge la necessità di essere seguiti nel proprio percorso da un’intera equipe terapeutica.
Ne avete ricavato anche testi utilizzabili da altri centri e/o pazienti?
Sì: il Metodo Rovatti® e il trattamento cinesiterapico con l’impiego delle bande elastiche sono oggi oggetto di una prossima pubblicazione da parte dell’editore Edi Ermes di Milano. Il volume, che uscirà a breve, illustra la filosofia dell’approccio e un’ampia selezione di esercizi proposti in palestra.
Quali sono i disturbi degli anziani sui quali intervenite più di frequente?
Si tratta delle algie vertebrali in genere e della riabilitazione fisica in seguito a traumi o interventi chirurgici. Per fortuna, però, è sempre più diffusa la coscienza dell’importanza dell’attività motoria intesa come prevenzione, per il benessere fisico e psicologico nella terza e nella quarta età e per l’importanza che riveste il movimento sulla funzionalità degli organi. Sono parecchie le persone che seguono il proprio protocollo in palestra da venti anni e più. Iniziano a volte in seguito a una problematica specifica, ma poi rimangono “per il senso di benessere fisico, ma anche psico-sociale” offerto dall’esercizio fisico e dalla frequentazione regolare della palestra.
Che cosa significa che siete un centro “Human Tecar”?
Il centro è abilitato per il trattamento dei pazienti con la Tecar Terapia, una tecnologia che ha segnato una svolta nel mondo della fisioterapia e della riabilitazione. Viene dallo sport (necessità di rapido recupero degli atleti agonisti in caso di traumi) e accelera i tempi di recupero delle patologie muscolari e osteoarticolari, controllando e superando il dolore e aiutando a ritrovare il recupero della forma fisica e del benessere.  Alcuni nostri collaboratori hanno completato il percorso di formazione altamente qualificato Human Tecar. E tuttavia Rovatti Plan® e i suoi specialisti non offrono solo questo, bensì anche un costante aggiornamento sulle più moderne tecniche manuali di avanguardia; quelle specifiche come ART® (acronimo di Active ReleaseTecniques), un metodo brevettato per alleviare e risolvere dolori cronici a carico tessuti molli (muscoli, legamenti, tendini); FMS, una nuova tecnica olandese basata su screening e in grado di “misurare” l’eventuale rischio d’infortunio cui va incontro potenzialmente una persona specifica. Infine OTZ, che è un’altra tecnica manuale di nicchia per il cosiddetto problema delle “spalle congelate”.
In che cosa consiste?
Con una sola manipolazione di uno specifico nervo cranico, OTZ riesce a risolvere la situazione cronica che, trattata con la sola fisioterapia anche per un anno, non era stata risolta.
Mi saprebbe spiegare, a beneficio dei nostri lettori anziani alla ricerca della giusta terapia per il proprio corpo “acciaccato”, quali sono le principali differenze tra chinesiologia, gnatologia, chiropratica, osteopatia, in una parola tra le vostre specializzazioni? Quando, in altri termini, rivolgersi all’uno o all’altro dei vostri professionisti?
Secondo il nostro approccio, la persona, con i suoi eventuali problemi, viene considerata nella sua interezza e in genere i singoli casi vengono visti e discussi dalle diverse figure specialistiche. Fra i nostri collaboratori vi sono anche medici specialisti ortopedici. Un esame chinesiologico approfondito è lo screening di base per definire il trattamento personalizzato ed eventualmente consigliare la visita da un medico specialista o da altre figure professionali.
Come mai avete anche uno psicologo tra i vostri collaboratori? 
Come ho accennato prima, la persona, con la sua specificità, è al centro del nostro trattamento che è personale e personalizzato. Spesso una patologia o un malessere a carico della schiena, come anche un semplice atteggiamento posturale non corretto nascondono un disagio psicologico che dovrebbe essere affrontato. Viceversa il dolore può essere causa di sofferenza psicologica.  Esiste infatti anche lo psicologo della colonna vertebrale. Per insegnare a gestire il dolore. Il dolore non va subito, ma va gestito. Molte persone che ne sono vittime non sanno affrontarlo e vanno in crisi. Anche su questo fronte occorre lavorare insieme al paziente per renderlo consapevole, e aiutarlo a superare il proprio problema.
Recuperare dopo un trauma o in caso di disturbi ormai cronicizzati, ovviamente, è più difficile: come riuscite a convincere i vostri utenti che sia comunque importante sottoporsi alle vostre terapie per stare comunque almeno un po’ meglio?
Lo facciamo condividendo con loro terapie e trattamenti proposti; spiegando e giustificando la tipologia di intervento, mettendoci a disposizione del paziente. Non sottovalutiamo mai nulla. La persona che si rivolge a noi è al centro dell’attenzione per tutto il suo percorso, costantemente verificato e corretto. Il nostro approccio è molto differente dalle normali palestre. Il lavoro è personalizzato e messo a punto solo dopo un attento esame chinesiologico, eventualmente ripetuto a intervalli regolari in modo da confrontare i dati oggettivi rilevati.
Quali benefici possono trarre, inoltre, gli utenti disabili dalla frequentazione delle vostre palestre? In altri termini: quali servizi avete creato per venire incontro alle loro esigenze?
Offriamo ai nostri pazienti tutti i servizi riabilitativi tradizionali e innovativi, recupero funzionale, personal trainer rieducativo, e così via.
A suo giudizio, oggi rispetto ai primi tempi in cui siete partiti, si è sufficientemente diffuso il concetto di “giusta attività fisica” come prima arma di prevenzione dalle algie dell’apparato muscolo-scheletrico?
Come già accennavo prima, sicuramente è più diffuso questo concetto. Noi tentiamo attraverso il nostro intervento continuo di comunicazione e aggiornamento, di promuovere e diffondere questa cultura. Lo facciamo attraverso diverse attività di collaborazione coi Comuni del nostro territorio, con le scuole della Provincia e con iniziative culturali specifiche.

Insomma, un corpo sano lo si mantiene in buona forma anche imparando ad ascoltarlo quando scricchiola, senza paura… da Muoversi Insieme, grazie per la vostra competenza e passione e buon futuro.