ipertensione arteriosa

L’ipertensione arteriosa è una condizione clinica caratterizzata da una eccessiva pressione del sangue nelle arterie che, pur non essendo una malattia di per sé, porta ad un notevole incremento di lavoro per il cuore e un aumento del fattore di rischio per l’infarto, l’ictus, l’insufficienza cardiaca e per gli aneurismi. In generale, i disturbi provocati dall’ipertensione gravano enormemente sugli organi vitali come – oltre al cuore – il cervello e i reni, che diventano responsabili della diminuzione dell’aspettativa di vita delle persone che ne sono affette.

L’ipertensione colpisce circa il 30% della popolazione adulta, in particolare gli uomini intorno ai 30-40 anni e le donne dopo la menopausa o oltre i 65 anni.

Fattori che possono influire sulla comparsa di tale disturbo sono: la storia clinica familiare (la presenza in famiglia di soggetti ipertesi aumenta le probabilità di esserne colpiti a propria volta), l’età, essere in sovrappeso, il fumo, un consumo eccessivo di alcool e una dieta squilibrata.

Questa condizione viene diagnostica tramite la misurazione della pressione arteriosa, riassunta dalla pressione sistolica (il cuore che si contrae) e diastolica (il cuore che si rilassa) e ve ne sono di due tipi: primaria e secondaria.

Il 90-95% dei casi di ipertensione viene classificata come primaria, vale a dire non vi sono cause mediche di base. L’ipertensione secondaria, invece, è una conseguenza di altre malattie che colpiscono i reni, le arterie, il sistema endocrino o il cuore.

Purtroppo, raramente l’ipertensione viene accompagnata da sintomi e la sua diagnosi può avvenire anche molto tempo dopo, quando i valori sono già molto alti, attraverso dei controlli per altri problemi. Infatti, l’aumento della pressione arteriosa avviene in modo progressivo cosicché l’organismo si abitua lentamente ai nuovi valori. Tuttavia, parte delle persone colpite lamentano mal di testa – in particolare al mattino – vertigini, stordimento, visione alterata, svenimenti e un ronzio nelle orecchie.

Prevenzione e cura combaciano e consistono in una moderata attività fisica, perdita di peso e una dieta sana, ricca di fibre e pesce e povera di grassi di origine animale e sale.

Nei casi più gravi, però, sarà necessario sottoporsi anche a un trattamento farmacologico specifico in base al proprio caso.