20-07-2010 -
Case di riposo, in Lombardia si cambia.
Case di riposo per anziani come asili nido. Una provocazione? Niente affatto, perché a breve anche le strutture sanitarie accreditate con la Regione Lombardia avranno un sistema per il pagamento delle rette diviso per fasce e per entità delle prestazioni mediche. Proprio come le strutture per l’infanzia. La novità l’annuncia l’assessore regionale alla famiglia, integrazione e solidarietà sociale, Giulio Boscagli. Che si sbilancia: «È molto più che una g proposta. Abbiamo messo nel piano socio sanitario che discuteremo il prossimo settembre una serie di modifiche dell’attuale sistema del pagamento delle rette». In sostanza, si tratta di rivedere e quindi modificare il modo in cui l’ospite compartecipa alla spesa delle residenze di assistenza. Oggi le Rsa, ovvero le residenze sanitarie per anziani, sono pagate per metà dalla Regione Lombardia e per l’altra metà dal cliente. Tutti pagano la stessa quota, non ci sono differenze calcolate sulla base del reddito dell’ospite. In alcuni casi, se il singolo non è in grado di coprire l’interarata,si chiede alla famiglia di versare la differenza. E invece quello che propone di fare la Regione, è di inserire delle fasce di pagamento a seconda della condizione economica dell’assistito. Non solo, si dovrà tenere conto anche del livello della cura necessaria e quindi nel calcolare la cifra, si prenderà in considerazione anche l’assistenza necessaria per i pazienti. «È chiaro che chi è più malato non dovrà pagare di più», precisano dall’assessorato regionale.
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