07-07-2010 -
In sella alla bici si vive di più, anche in città.
Dura la vita per i ciclisti metropolitani, ma a conti fatti più lunga di chi snobba le due ruote. Smog, traffico e cadute possono mettere a rischio la salute degli amanti della bici, ma secondo uno studio olandese pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives, chi si ostina a pedalare, nonostante le avversità della città, vive 14 mesi in più di chi va in auto.
I ricercatori hanno analizzato dati provenienti da studi internazionali sui benefici dello sport confrontandoli con le minacce per i polmoni costituite dai tubi di scappamento e dai pericoli del traffico. Poi hanno immaginato cosa potrebbe accadere se 500 mila olandesi abbandonassero l'auto per i loro spostamenti quotidiani, preferendo in massa le biciclette. A parte le ricadute generali su salute, inquinamento atmosferico e i benefici per tutta la popolazione, i ricercatori si sono concentrati sui vantaggi personali. Sul piatto della bilancia sono finiti prima i problemi: i ciclisti respirano 2 volte più inquinanti, gas di scarico e polveri rispetto agli automobilisti e corrono 4,5 volte di più il rischio di morire in un incidente stradale. Ma a conti fatti, i rischi sono poca cosa, hanno sentenziato gli scienziati, rispetto ai vantaggi per la salute. Se, infatti, si prende un campione di 500 mila persone, lo smog fa perdere tra 1 e 40 giorni di vita e gli incidenti da 5 a 9 giorni, mentre far muovere le gambe, in media tra 8 chilometri e 14 chilometri ogni giorno, fa guadagnare un anno e due mesi di vita in più.