18-06-2010 -
Agi
Giocare al calcio fa bene, mondiali siano stimolo.
Oltre a scatenare il tifo italiano, i Mondiali siano l'occasione per spingere il pubblico a esercitare di più questo sport, ricco di effetti positivi per l'organismo. Almeno questo è quanto consigliato dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) in un servizio pubblicato sul sito Almanacco della Scienza a cura dell'ente. "I benefici derivanti dalla pratica regolare dell'attività fisica aerobica, di cui il calcio o il calcetto sono esempi tipici, sono evidenti sia nei soggetti sani sia in quelli affetti da trigliceridi elevati, basso colesterolo-Hdl (quello protettivo), ipertensione arteriosa, obesità, sindrome metabolica, diabete mellito", ha spiegato Roberto Volpe del Servizio prevenzione e protezione (Spp) del Cnr. "Sono molteplici gli studi, anche italiani, che dimostrano come, rispetto ai sedentari, le persone che praticano una regolare attività fisica, con allenamenti due-tre volte la settimana per poi giocare nel fine settimana, abbiano - ha proseguito Volpe - un aumento del colesterolo Hdl e una riduzione della trigliceridemia, della pressione arteriosa, del peso corporeo, della circonferenza addominale, della glicemia e, conseguentemente, del rischio cardiovascolare". "Inoltre, la pratica del calcio - ha aggiunto - stimola la mineralizzazione delle ossa, contribuendo alla prevenzione dell'osteoporosi, migliora la funzionalità respiratoria, contribuisce a combattere l'ansia e a scaricare le tensioni, ed è forse anche per questo che le persone fisicamente attive fumano meno". Nonostante i benefici clinici evidenti, i dati dell'Istituto superiore di sanità indicano però che una buona fetta della popolazione adulta italiana non pratica un'attività fisica costante e duratura. "E' fondamentale praticare un'attività fisica che piaccia - ha sottolineato Volpe - in modo che non sia vissuta come un sacrificio, ma è necessario anche ricordare che la scelta è condizionata dall'età e delle condizioni fisiche. Se per i soggetti di età superiore ai 60 anni e con patologia cardiovascolare concomitante è bene consigliare solo di camminare a passo veloce o di usare la cyclette, ai soggetti più giovani e senza evidenza di disturbi cardiovascolare, sport come il calcio sono indicati in quanto, essendo più impegnativa l'intensità dell'esercizio, apporta benefici sul metabolismo". Non è mai troppo tardi, comunque, per riprendere a giocare a pallone, purché ci si attenga ad alcune semplici regole. "Occorre effettuare una visita di controllo - ha suggerito il ricercatore - e, se il medico lo riterrà opportuno, anche un test da sforzo. Bisogna iniziare in modo graduale, ricoprendo, ad esempio, il ruolo di portiere o terzino, aumentando solo successivamente e in modo progressivo l'intensità. Inoltre, dopo una partita si deve sempre riposare, in modo da consentire un pieno recupero delle microlesioni muscolo-tendinee che inevitabilmente si producono svolgendo qualsiasi attività fisica di un certo livello".
Agi