28-05-2010 -
Asca
Puzzle della memoria, il cervello riconosce i rumori.
Spesso risultano fastidiosi, anche se non se ne capisce il motivo perché, magari, tanto forti non sono. In altri casi, invece, rumori anche da molti decibel disturbano davvero poco: a fare la differenza, spiega una nuova ricerca condotta da Trevor Agus dell'Ecole Normale Supérieure di Parigi e pubblicata su Neuron, non sono i decibel, più o meno numerosi, ma il fatto che il cervello registra i rumori, e li ricorda a lungo. Un po' come odori e profumi che evocano sensazioni passate e persone conosciute, i rumori possono quindi essere fastidiosi - o, viceversa, non esserlo - perché, anche se non ce ne rendiamo conto, li associamo alla sensazione sgradevole - o piacevole - della prima volta che ci siamo "imbattuti" in loro.
Agus e colleghi hanno usato suoni casuali e imprevedibili, ma acusticamente complessi, per osservare la creazione di nuove memorie uditive e hanno messo in evidenza quali erano le aree cerebrali che si attivavano in seguito all'ascolto. Nel corso dell'esperimento gli studiosi hanno riproposto di tanto in tanto, casualmente, suoni già fatti ascoltare, rilevando che il cervello dei volontari sottoposti all'esperimento riconosceva quei suoni come già noti. "Abbiamo dimostrato che i ricordi dei rumori - spiega Agus - si formano molto rapidamente e vengono registrati in maniera quasi perfetta, e che i rumori si ricordano molto precisamente per diverse settimane".
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