13-04-2010 -
Agi
In fondo al cervello i segreti dell'apprendimento.
Le regioni del cervello 'più anziane' sono coinvolte nella nostra capacità di apprendimento inconscio. A sostenere questa tesi è stato un gruppo di ricercatori del Karolinska Institutet (Svezia) e del National Institute of Neurological Disorders and Stroke (Usa) in uno studio pubblicato sulla rivista 'Proceedings of the National Academy of Sciences'. I risultati potrebbero essere utilizzati per lo sviluppo di nuovi trattamenti per le patologie come il morbo di Parkinson e la malattia di Huntington, che coinvolgono queste aree del cervello. Molte attività quotidiane, come ad esempio abbottonarsi una camicia, ci impongono di effettuare una sequenza di movimenti semplici nel giusto ordine. Gli scienziati sanno da tempo che ci basiamo su due sistemi di apprendimento per eseguire questo tipo di schemi di movimento: seguendo quello di apprendimento esplicito facciamo uno sforzo cosciente per 'addestrare' il cervello e siamo consapevoli di ciò che stiamo imparando; al contrario l'apprendimento implicito non avviene intenzionalmente, si imparano cose senza pensarci, per esempio attraverso la ripetizione semplice. In pratica, la distinzione tra queste due forme di apprendimento è difficile perché, come sottolineano i ricercatori nel loro documento, "la maggior parte dell'apprendimento può essere influenzato sia dalla conoscenza implicita sia da quella esplicita a livelli finora sconosciuti". I gangli basali si trovano in profondità all'interno del cervello e sono fortemente coinvolti sia nell'apprendimento sia nel controllo motorio. La dopamina, sostanza che trasmette i segnali tra i neuroni, è fondamentale per la plasticità dei gangli basali e per la capacità di imparare. In questo studio, i ricercatori hanno indagato il ruolo delle diverse parti dei gangli basali nell'apprendimento implicito ed esplicito di sequenze motorie, osservando il numero dei recettori D2 della dopamina in 15 adulti sani che si sono prestati alla prova. Per distinguere tra apprendimento implicito ed esplicito, il gruppo di ricerca ha utilizzato una procedura di processo di dissociazione (PDP), nella quale sono stati confrontati i risultati ottenuti dai soggetti in due compiti diversi. Nel primo compito, sia la conoscenza esplicita sia quella implicita hanno migliorato le prestazioni, mentre nel secondo compito la conoscenza esplicita ha agevolato le prestazioni, mentre quella implicita le ha compromesse. I risultati hanno rivelato una correlazione tra la densità dei recettori dopaminergici D2 e entrambe le forme di apprendimento. Fondamentalmente, lo studio ha dimostrato che il corpo striato ventrale, una parte dei gangli basali, è coinvolto soltanto nell'apprendimento implicito. "I nostri risultati vanno a corroborare le teorie secondo cui i sistemi cerebrali di apprendimento impliciti, ovvero non consci, sono più semplici e evolutivamente anteriori", ha spiegato Fredrik Ullen del Karolinska Institutet, che ha guidato la ricerca. "In altre parole -ha aggiunto l'esperto- abbiamo probabilmente alcuni sistemi fondamentali dell'apprendimento in comune non solo con i ratti, i topi e con altri mammiferi, ma anche con i vertebrati più primitivi, che hanno anch'essi un corpo striato ventrale".
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