11-03-2010 -
Asca
Mens Activa, imaparare aiuta la memoria e potenzia il cervello.
Matematica o geografia, poco importa: per mantenere il cervello in forma, quel che conta è imparare sempre qualcosa di nuovo. Secondo i neurobiologi dell'University of California di Irvine, infatti, è l'apprendimento la strategia per combattere l'invecchiamento cerebrale e l'indebolimento della memoria. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Proceedings of the National Academy of Sciences.
Grazie a complesse tecniche di visualizzazione dell'attività del cervello, gli esperti hanno dimostrato che incamerare nuove informazioni stimola il funzionamento dei ricettori neuronali, attivati da una proteina, il fattore neurotrofico cerebrale (Bdnf), che a sua volta favorisce la crescita e la differenziazione delle sinapsi. La proteina Bdnf sarebbe, in poche parole, la chiave per comprendere i meccanismi di formazione della memoria e di potenziamento del cervello.
I ricercatori hanno inoltre messo in collegamento questo processo con i ritmi teta, frequenze cerebrali che coincidono con lo stato di dormiveglia e che risultano associate alla codificazione di nuove informazioni. Dagli studi condotti in laboratorio sui topi è risultato che sia i meccanismi di apprendimento che l'applicazione artificiale dei ritmi teta stimolano l'attività della proteina Bdnf e quindi l'aumento delle sinapsi.
“I ritmi teta si affievoliscono nella vecchiaia – spiega Christine Gall, coordinatrice dello studio – e le nostre ricerche suggeriscono che potrebbe essere questa la causa dell'indebolimento della memoria legato all'età. Inoltre, i test sembrano dimostrare che tenere il cervello in allenamento permette di mantenere i livelli di Bdnf a un tasso costante e quindi combattere il fisiologico declino cognitivo”.
I ricercatori stanno adesso cercando di scoprire se i segnali dell'apprendimento diminuiscono con l'avanzare degli anni e se è possibile sperimentare una terapia farmacologica che possa ostacolare questo processo.