09-02-2010 -
Agi
Scoperto il gene di 'Peter Pan'.
Individuato il gene di 'Peter Pan' che potrebbe spiegare perché alcune persone rimangono giovani per lungo tempo, mentre altre invecchiamo prima. Almeno questo è quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della University of Leicester e del King's College di Londra, e pubblicato sulla rivista Nature Genetics. La scoperta potrebbe aprire la strada a farmaci in grado di tenere indietro le lancette dell'orologio biologico, mantenendo sani il cuore e il cervello anche in età avanzata. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno coinvolto nello studio 12 mila persone. Dall'analisi del loro Dna è stato individuato un particolare tratto del Dna che ha accellerato chiaramente il processo d'invecchiamento. Il 7 per cento della popolazione ha due copie di questo gene e hanno un aspetto fino a 8 anni più vecchio di altre persone della stessa età. Un altro 38 per cento ha solo una copia e ha un aspetto fino a 3-4 anni più vecchio. Un fortunato 55 per cento, invece, ha due copie del gene di 'Peter Pan' e di conseguenza mantiene un aspetto più giovane della propria età. Il segreto, secondo i ricercatori, risiederebbe nella lunghezza dei telomeri, piccoli orologi biologici e regioni terminali dei cromosomi. Con il passare del tempo questi telomeri si accorciano finché le cellule muoiono. I ricercatori hanno scoperto che le persone che hanno la versione del gene 'Peter Pan' hanno anche i telomeri più lunghi, vale a dire che le lancette dei loro orologi biologici si muovono più lentamente. Precedenti studio hanno collegato i telomeri più lunghi a una buona salute. "Quello che abbiamo scoperto - ha spiegato Nilesh Samini della University of Leicester - è che le persone che trasportano una particolare variante genetica avevano i telomeri più corti e che sembrano biologicamente più anziani". Questo potrebbe anche spiegare perché alcuni fumatori incalliti non si ammalano in età avanzata, mentre altre persone con stili di vita apparentemente più sani sono colpiti da malattie da giovani. "Il nostro studio - ha detto Tim Spector del King's College di Londra - suggerisce che alcune persone sono geneticamente programmate per (l'avanzare) dell'età a un ritmo più veloce". La ricerca apre la strada a un test genetico che permetterebbe ai medici di identificare i soggetti a rischio di malattie legate all'invecchiamento. I ricercatori, inoltre, non escludono la possibilità di mettere a punto farmaci che aiutino a mantenerci più giovani dentro e fuori.
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