04-02-2010 -
Agi
In via di sviluppo nuova pillola che allunga la vita.
Tra tre anni potrebbe entrare nella fase di sperimentazione una nuova pillola, attualmente in fase di sviluppo, in grado di allungare la vita di chi l'assume. Questo farmaco, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Daily Telegraph, aumenterebbe le probabilità di vivere fino a 100 anni. Ci stanno lavorando diversi laboratori in tutto il mondo. In pratica il farmaco dovrebbe imitare l'azione di tre geni già precedentemente collegati a una vita più lunga. Due di questi geni aumentano la produzione del cosiddetto 'colesterolo buono' nel corpo, riducendo il rischio di malattie cardiache e ictus, mentre il terzo aiuta a prevenire il diabete. Le persone inoltre che hanno questi geni hanno anche l'80 per cento di probabilità in meno di sviluppare il morbo di Alzheimer. I geni sono stati scoperti su un gruppo di persone con un'età media di 100. Barzilai, direttore dell'Ageing Research dell'Albert Einstein College of Medicine di New York ha detto che moltissimi laboratori stanno cercando di creare una pillola in grado di far scattare gli stessi effetti di questi geni. I risultati finora raggiunti verranno rivelati oggi in un documentario inglese, Horizon.
Potrebbero interessarti anche questi articoli simili:
16-06-2011 -
A Pistoia ritorna l'auto per anziani e disabili.
Il Comune di Pistoia ha appena rinnovato la convenzione con una ditta milanese per la fornitura di un'auto da otto posti con pedana elettrica per il trasporto di persone a ridotta mobilità.
>>
15-06-2011 -
Screening per anziani al Sanit di Roma.
Al Sanit di Roma,
il Forum internazionale della Salute, gli anziani sono protagonisti
più che mai: per loro sono previsti screening di massa e molto
altro.
>>
13-06-2011 -
Curare il cuore, si può anche con gli over 80.
Sì all'angioplastica al cuore anche
dopo gli 80 anni: ne sono convinti i medici dell'ospedale Careggi di
Firenze che ne hanno appena effettuata una su un centenario.
L'affermazione è contenuta a conclusione di uno studio condotto
dall'ospedale fiorentino tra 1.640 ultraottantenni sottoposti a
interventi cardiaci tra il 1998 e il 2009. per la maggior parte di
loro l'intervento chirurgico ha avuto il merito di migliorare la
qualità della vita. Non è però dello stesso avviso la Società
italiana di Gerontologia e Geriatria, che invita comunque a valutare
le condizioni generali del paziente caso per caso. Un atteggiamento
peraltro applicato nella recente operazione sul centenario,
pluri-infartuato ma dalle capacità cerebrali perfettamente
funzionanti.
>>