



Tutti gli anni, la solita storia: per Pasqua è meglio mangiare a casa o fuori? Dipende da vari fattori. Se per esempio abbiamo esigenze alimentari specifiche, non tutti i menu pasquali proposti dai ristoranti vanno bene.
L’inquinamento atmosferico, derivante in particolare dal traffico veicolare, dagli impianti di riscaldamento e sistemi di produzione industriale, è un noto fattore di rischio per la salute, soprattutto per alcune categorie di persone, tra cui bambini e anziani.
Grazie all’etichetta presente su un alimento noi consumatori possiamo ricevere molte informazioni sul prodotto che stiamo per acquistare: gli ingredienti da cui è composto, gli eventuali additivi aggiunti, come e fino a quando può essere conservato, da chi è stato prodotto, dove e, per la maggior parte di essi, le caratteristiche nutrizionali. Il mese scorso abbiamo presentato una nuova legge che prevede, quando sarà in vigore, che venga indicata in etichetta l’origine delle materie prime utilizzate per la maggior parte dei prodotti alimentari. Oggi, comunque, per alcune categorie di alimenti questo avviene già, per esempio con la carne e il pesce. >>
Viviamo circondati da oggetti. Oggetti che stimolano i nostri desideri, stabiliscono lo status sociale di appartenenza, rinforzano la nostra autonomia, alimentano la capacità di apprendere e di creare, marcano il trascorrere del tempo e la caducità dell’esistere. Oggetti che, entrando nel nostro corpo, arrivano persino a garantire la nostra stessa sopravvivenza.
E’ nostra esperienza, spesso diretta, che nei Centri specialistici di riabilitazione, l’età media dei pazienti fruitori di assistenza superi i 60-65 anni. Ciò comporta una rapida riflessione.
Quando facciamo la spesa, sapere da dove proviene il latte che è stato impiegato per produrre la mozzarella che stiamo per acquistare non è ancora possibile: sembra però, secondo un'indagine Coldiretti-Swg, che per il 97% degli italiani sia importante conoscere l’origine delle materie prime utilizzate, quindi il luogo di allevamento dell’animale o di coltivazione delle piante.
Decisamente le tendenze sono cambiate da quegli anni Sessanta in cui le note di “Non ho l’età” ci proponevano una timida Gigliola Cinquetti intenta a sospirare su un’età ancora immatura per parlare d’amore al suo innamorato.
Chi di noi non è un po’ poeta?
Nutraceutica: è un termine forse non ancora entrato nell’uso comune, ma di cui si legge sempre più spesso su giornali e riviste che affrontano temi legati al benessere, all’alimentazione e più in generale alla salute. Il termine deriva dalla contrazione delle parole nutrizione e farmaceutica e viene considerato ormai quasi una scienza: quella che studia le proprietà benefiche che hanno gli alimenti sulla salute o più precisamente come prevenire e, perché no, anche curare alcune malattie mangiando. Questa significa per assurdo che andremo a comprare particolari cibi in farmacia? >>




