



Lo stereotipo popolare suggerisce che con l’età la gente diventa meno emotiva: si passa dall’esuberanza della giovane età, allo sviluppo di un controllo razionale delle emozioni nell'età adulta e senile. Si moderano i tratti del carattere quali l’impulsività e il rigore, mostrando atteggiamenti più pazienti, umore più stabile e una certa indipendenza da convenzioni e compromessi.
Si riconoscono differenze nel significato, ma anche nella frequenza delle emozioni nelle diverse età. Col tempo si accumulano un gran numero di esperienze emotive: le persone anziane imparano a vedere sia il lato positivo sia il lato negativo delle cose; c’è un calo della frequenza delle esperienze emotive associato all’età, spiegabile per molti con una riduzione delle esperienze, nuove soprattutto, e della socialità. Non poco si trovano persone che soffrono di ansia o depressione nella terza età.
Depressione come risposta comune ad eventi di vita, come la perdita del coniuge, la malattia, la perdita di ruoli o capacità, e così via, che sollecitano inevitabilmente sentimenti di tristezza e ansietà.
Ma attenzione: nonostante invecchiando si possa conoscere una riduzione di abilità e autonomie, vi sorprenderà apprendere che la frequenza di felicità e tristezza è identica nei giovani e negli anziani! Anche in età avanzata, cioè, si è capaci di slanci affettivi, di curiosità e di creatività!




