



Pur iniziando oggi a diffondersi una cultura positiva dell’invecchiamento, ancora con una certa incidenza si associano prevalentemente alla terza età terminologie o concetti di medicina, perdita di autonomia, barriere architettoniche, ecc… Trascurando del tutto le opportunità, i cambiamenti e ogni possibile peculiarità positiva, ma soprattutto la naturalità di questa età, che è parte integrante della vita.
Barriera significa ostacolo che impedisce qualcosa. Le barriere non sono solo architettoniche, nella nostra casa o sulle strade o negli edifici pubblici; ci sono anche barriere culturali e sociali che impediscono un vivere sereno e creativo della vecchiaia, imprigionandoci in schemi rigidi e ripetitivi di comportamento. Ogni volta che c’è indifferenza o disattenzione alle persone anziane, ai loro desideri oltreché bisogni, c’è una barriera.
Una cultura positiva non annulla le fatiche dell’invecchiamento, ma insegna ad accettare, convivere e occuparsi anche di molto altro. Tuttavia ci può essere una barriera psicologica individuale che ci fa temere e rifiutare l’avanzare dell’età, non riconoscendo cambiamenti e nuovi bisogni del corpo, ad esempio, ritardando la ricerca di soluzioni e ausili. E le case, il contesto di vita più importante dove trascorriamo la maggior parte del tempo, rischiano di essere l’ultimo ambiente con barriere architettoniche!
Stefania Marcolin
Psicologa psicoterapeuta




