Da evento marginale e spesso nemmeno vissuto, la menopausa è diventata una vera e propria stagione nella vita della donna. È facile indovinarne le ragioni: nel corso degli ultimi cento anni si è verificato un aumento della vita media, in particolare nella popolazione femminile, che ha portato a una crescita notevole delle donne che hanno già superato la fase fertile della loro esistenza.
La scomparsa del ciclo mestruale in genere si verifica tra i 46 e i 55 anni e, solitamente, non è un evento improvviso. Il periodo che va dalla piena funzione riproduttiva fino alla sua completa scomparsa può durare anche molti anni e prende il nome di climaterio. E’ corretto parlare di menopausa vera e propria solo dopo un anno dall’ultimo flusso mestruale.
Attualmente
non c’è accordo, tra gli studiosi, sulla
presenza della menopausa al di fuori degli esseri umani.
In un
confronto tra femmine di Homo sapiens e di primati (ossia di mammiferi non umani), una distinzione evidente nei rispettivi cicli biologici riguarda la presenza nelle prime di una fase ben caratterizzata di sopravvivenza post-riproduttiva. Nelle
femmine di Homo sapiens è infatti identificabile uno
stato di menopausa omogeneo, comune in tutte le popolazioni ed estremamente prolungato, tale da poter occupare una parte consistente della vita di un individuo;
tra gli esemplari femmina di primati, invece, uno stato post-riproduttivo si presenta
in maniera eterogenea e limitatamente a individui molto anziani o in
condizioni patologiche.
Climaterio e menopausa si inseriscono nel processo di modificazione del ciclo vitale della donna e
la menopausa può costituire un momento di crisi che, analogamente ad altre tappe della vita femminile
come la maternità e l’adolescenza, è caratterizzato da profondi cambiamenti interni ed esterni.
Dal punto di vista clinico,
si parla di sindrome menopausale ossia la presenza di un insieme di sintomi e segni come
ansia, irritabilità, fluttuazioni del tono dell’umore, ipocondria, insonnia.
In alcune culture, senz’altro molto lontane dalla nostra, come per esempio
in Asia o in Africa, dove
la menopausa è vista come evento di “liberazione della donna dall’impurità del flusso mestruale”, la donna vive questo periodo molto più serenamente.
Non esiste, peraltro,
una sola menopausa ma ve ne sono tante: si assiste a una divaricazione molto importante nei destini delle singole donne. Cambiano individualmente i meccanismi compensatori e lo stesso
significato dell'esistenza. Si devono adattare di conseguenza i criteri di valutazione, di cura e di intervento.
Alle
modificazioni dell’assetto ormonale si accompagnano spesso
cambiamenti metabolici importanti, quali
l’aumento del peso corporeo (dovuto alla riduzione del metabolismo basale e ad una generale
diminuzione dell’attività fisica e lavorativa), dei livelli ematici di
colesterolo (LDL in particolare –
colesterolo “cattivo” -), trigliceridi e
glicemia.
La menopausa è il momento della vita della donna in cui si realizzano una
serie di cambiamenti fisiologici dovuti:
1) alla cessazione della funzione ovarica, finalizzata alla riproduzione;
2) al processo di invecchiamento, finalizzato a sé stesso.
I
disturbi a breve-medio termine, legati alla menopausa e conseguentemente alla carenza ormonale (estrogeni innanzi tutto), si possono così suddividere:
-
sintomatologia neurovegetativa e/o vasomotoria, che interessano il sistema nervoso autonomo e si riconducono a
“vampate di calore” e all'
aumento della pressione sanguigna;
-
disturbi genito-urinari, di cui le
cistiti e la
secchezza vaginale sono i sintomi più frequentemente riportati. Nella maggior parte dei casi, si manifesta durante il rapporto sessuale, affliggendo quindi anche la sessualità femminile (si parla di
dispareunia);
-
disturbi a carattere psicologico come ansia, irritabilità, insonnia, stati depressivi, interruzione delle normali attività giornaliere (influenzando così la qualità della vita).
I
disturbi a lungo termine si riconducono a:
-
malattie cardiovascolari (cuore ed encefalo soprattutto);
-
malattie neoplastiche (
mammella ed utero in particolare);
- diffusa demineralizzazione ossea (
osteoporosi).
Oggi si parla molto degli anni che seguono la menopausa; se ne parla in termini di
patologie da evitare, di
terapie da attuare.
Le donne hanno l’opportunità di vivere più a lungo degli uomini; rischiano però, dopo la menopausa, di essere condannate ad una qualità di vita scarsa, relativamente a questi anni aggiunti.
Quello che una donna in menopausa deve sapere è che in questo periodo della vita è necessario
porre maggiore attenzione alla prevenzione.
L’alimentazione e lo stesso stile di vita sono i punti di partenza più importanti, perché ogni donna dovrebbe preservare una buona qualità esistenziale.

Esistono fondamentalmente
tre regole principali che ogni donna in questa “stagione della vita” deve rispettare:
- mantenere o riprendere un’
attività fisica regolare;
- astenersi dal fumo e
non eccedere con il consumo di bevande alcoliche;
- osservare una
dieta varia, ricca soprattutto di vitamine (D in particolare) e minerali (Calcio in particolare).
Bisogna imparare ad
utilizzare il cibo come "buona medicina" per mantenere l'organismo in salute, seguendo
la formula "poco, ma di tutto".
La menopausa deve essere
l’inizio di una nuova vita, non deve essere percepita come un problema.