
Il peggio sembra essere passato, ma con
i batteri non c'è mai da scherzare, soprattutto in questo caso, in cui l'origine del contagio non è ancora chiara. Inizialmente, si pensava infatti che il colpevole dello sviluppo dell'
Escherichia coli, il nome scientifico del cosiddetto
batterio killer, fosse
il cetriolo spagnolo. Qualche giorno dopo si è passati a prendersela con
i germogli di soia prodotti da un'azienda biologica tedesca. Di qualunque ortaggio sia la responsabilità, per fortuna sembra che
il picco di contagi sia stato già toccato. Da noi, peraltro, non è stato riscontrato alcun caso, ma in tutti i modi è bene sapere
come comportarsi per evitare possibili rischi.
A stilare un semplice vademecum in otto punti ci ha pensato nei giorni scorsi
l'Assolatte, che consiglia innanzitutto di
lavarsi le mani prima e dopo aver toccato verdura fresca. Quest'ultima, poi, va a sua volta lavata accuratamente con acqua e bicabornato e risciacquata in abbondanza.
Fondamentale è poi tenere pulito il piano cottura e i ripiani del frigorifero, consumando prima possibile le verdure più altamente deperibili. Meglio ancora sarebbe cuocere i vegetali, ma se proprio non si riesce a rinunciare alle
cruditè (molto amate soprattutto d'estate), è preferibile sbucciarle (sempre previo lavaggio). Questo vale per gli “incriminati” cetrioli, ma a pensarci bene conviene adottare lo stesso criterio anche per carote, ravanelli e tutti gli altri ortaggi ricoperti da un involucro.
Se poi vogliamo toglierci tutti i dubbi, è bene sapere che proprio in Italia ha sede il più importante laboratorio europeo in grado di fornire una diagnosi da Escherichia coli in sole 48 ore, ospitato dall'
Istituto superiore di sanità. Proprio di recente, anzi, il Parlamento europeo di Strasburgo ha ringraziato
l'Iss per l'impegno condotto contro la inaudita tossinfezione.
Se tutto dovesse andare come auspicato, nei prossimi giorni si dovrebbe riuscire a scoprirne le cause con il maggior grado di certezza possibile. C'è davvero da augurarselo, dal momento che finora il batterio ha purtroppo ha provocato finora 1.775 contagi e 25 decessi.
Oltre ai problemi diretti per la salute, l'E.coli ha causato gravi danni economici a tutto il comparto agro-alimentare d'Europa, come ha denunciato la
Confederazione italiana agricoltori. Solo da noi, ha precisato l'associazione di produttori agricoli, si sarebbero già persi 150 milioni di euro, per via del crollo degli acquisti di frutta e verdura pari al 20 per cento.

Dal punto di vista del consumatore è del resto comprensibile nutrire
qualche preoccupazione: per fugarle il più possibile, è meglio comprare prodotti locali chiedendo eventualmente spiegazioni ai commercianti. Se poi si è costretti a mangiare spesso fuori, è preferibile evitare le insalate pronte o comunque tutti quei piatti che già dall'aspetto (compreso il colore troppo innaturale) si presentano non molto appetibili.
Si tratta in definitiva di
usare un po' di buonsenso affidandoci anche a quanto scriveva ieri il filosofo
Giulio Giorello sul
Corriere della Sera: “La comprensione scientifica di qualunque fenomeno ha i suoi tempi”. Soprattutto, aggiungeva lo studioso, non è detto che si arrivi a una risposta definitiva su come mai si sia sviluppato l'E.coli, perché la scienza non è onnipotente; se lo fosse, conclude infatti Giorello, sarebbe “fantascienza e personalmente sarei il primo a sospettare di una forza così illimitata (e più inquietante di qualsiasi microrganismo!)”.