il Blog di Stannah

Salute e Benessere

Anziani e caldo, amicizia difficile ma possibile

Nelle ultime settimane di primavera e nella stagione estiva, con la possibilità di stare all’aria aperta, si devono conoscere e riconoscere alcune situazioni a rischio, legate al caldo e al sole.
Il caldo, soprattutto se associato ad umidità elevata, rappresenta una situazione che, soprattutto nelle persone anziane, può favorire il peggioramento delle condizioni di salute, sino a produrre vere e proprie malattie che possono anche rendere necessario il ricovero ospedaliero.
Ne sono maggiormente esposti i soggetti affetti da ipertensione arteriosa, malattie cardiache, malattie circolatorie (insufficienza venosa in particolare),
malattie respiratorie (attenzione “all’effetto serra”, determinante nell’esposizione ad inquinanti ambientali di facile inalazione),
disturbi del sonno.

È sufficiente una temperatura di 30-35°, con tasso di umidità superiore al 60-70%, per determinare malori che, paradossalmente, possono non verificarsi con temperature anche più elevate ma in assenza di umidità, come nel deserto.
Tipicamente si possono manifestare: il colpo di sole, il colpo di calore, la disidratazione.


Non si ricorda mai abbastanza di proteggere gli occhi durante l’esposizione al sole, ed evitare le ore centrali della giornata, per allontanare il rischio di congiuntivite o di evoluzione peggiorativa della cataratta.
l’eccessiva esposizione al sole è considerata una delle cause del melanoma cutaneo.

Evitare l’attività fisica in pieno sole, nelle ore più calde della giornata (dalle 12 alle 17) e a breve distanza dai pasti, l’attività intensa e in competizione, gli esercizi che non permettono la fase di rilassamento muscolare (sollevare pesi; spostare, spingere o tirare oggetti pesanti).

Quando incombono caldo e afa, un importante alleato per combatterli è l’alimentazione.
Dobbiamo bere di più, mangiare di meno e più spesso, preferire frutta e verdura.
Gli anziani, a causa di un alterato equilibrio ormonale, non si rendono conto di avere sete, mentre in realtà si disidratano molto facilmente.

E’ importante per loro bere acqua, ma anche succhi di frutta, the (purché non troppo forte) e frullati. Vanno bene anche i sorbetti e i gelati alla frutta; non quelli alla crema: dopo una sensazione iniziale di fresco, come tutti i dolci pesanti e ricchi di burro, provocano più sete.
Da evitare, invece, bevande gassate e anche troppo caffè: sono diuretici e causano una perdita di liquidi invece di rimpiazzarli.

Nelle persone anziane, soprattutto quelle che fanno uso di farmaci, si verifica un’inadeguatezza dei meccanismi di dispersione del calore, in particolare la sudorazione, che determina perdita di calore attraverso l’evaporazione del sudore stesso. Nell’anziano le ghiandole sudoripare sono meno attive e richiedono temperature più elevate per attivarsi. Questo rende problematica l’acclimatazione.

Nella non lontana estate del 2003, che molti ricordano come una delle più calde di sempre, Eccolo:

1) E’ favorevole un ambiente rinfrescato da un ventilatore o condizionatore. Questi elettrodomestici contribuiscono al ricambio d’aria e ne riducono il tasso di umidità, dando una sensazione di benessere, anche se la temperatura dei locali non diminuisce di molto rispetto all’ambiente esterno.
Regole fondamentali sono: tenere chiuse porte e finestre, abbassare prima la temperatura ambiente (mai più di 3-4 gradi centigradi di differenza rispetto all’esterno, anche per ottimizzare il consumo energetico),
poi attivare la deumidificazione.

2) Quando si passa da un ambiente molto caldo ad uno con aria condizionata, è meglio coprirsi; questo vale per tutti, in particolar modo per gli anziani e per chi soffre di bronchite cronica.

3) Per attenuare l’esposizione al sole, è meglio ripararsi la testa con un cappellino, in auto usare tendine parasole. In particolare chi soffre di diabete deve esporsi al sole con cautela, onde evitare ustioni serie, a causa della minore sensibilità dei termorecettori e dei nocicettori (recettori cutanei della temperatura e del dolore).

4) In caso di cefalea provocata da un colpo di sole o di calore, bagnarsi subito con acqua fresca, per abbassare la temperatura corporea.

5) Bere molti liquidi (almeno due litri al giorno, di più se si svolge attività fisica); l’Organizzazione mondiale della sanità consiglia di bere, anche se non se ne sente il bisogno, in quanto vanno reintegrate le perdite quotidiane di minerali (soprattutto potassio, sodio e magnesio) e liquidi, evitando le bevande troppo fredde; queste ultime contrastano con la temperatura corporea e potrebbero provocare l’insorgenza di congestioni gravi. Evitare inoltre bevande alcoliche, le quali aumentano in modo incongruo la sudorazione e la sensazione di calore, contribuendo alla disidratazione.

6) Non assumere integratori salini senza consultare il proprio medico.

7) Fare pasti leggeri, preferendo la pasta, la frutta e la verdura alla carne e ai fritti. In estate c’è bisogno di meno calorie.

8) Indossare indumenti chiari, non aderenti, di cotone o lino, in quanto le fibre sintetiche impediscono la traspirazione oltre a provocare irritazioni cutanee di tipo allergico, fastidiosi pruriti e arrossamenti che potrebbero complicare la situazione.

9) Chi soffre di ipertensione arteriosa non deve interrompere o sostituire di propria iniziativa i farmaci anti-ipertensivi, anche in caso di effetti collaterali, ma consultare sempre il proprio medico.

10) In vacanza privilegiare le zone collinari o quelle termali.


3 risposte a Anziani e caldo, amicizia difficile ma possibile

  • Che si viva più a lungo è un dato di fatto oramai anche in paesi come dici del terzo mondo, anche se vivere fino a 120 anni mi fa un po paura, non so spiegarti il perchè. Credo che il problema del lavoro vada affrontato molto seriamente, nel senso che ci sono funzioni che per i sessantenni sono facili da praticare altre no, dovrebbe esserci una distribuzione dei compiti anche legati all’età oltre che all’esperienza, perchè sono certi c’è ancora molto da dare ma anche da imparare

  • Caro Carmine,
    penso anch’io che i compiti e i ruoli vadano redistribuiti a seconda dell’età, anche perché, allo stato attuale, non è affatto detto che vivere più a lungo voglia dire anche vivere in buona salute. Della storia che ho citato all’inizio mi ha colpito proprio il fatto che in massima parte i “vecchietti” della valle ecuadoregna stanno anche tutti piuttosto bene anche se non seguono diete particolari… tutt’altro! e lì, comunque, nessuno sembra “rubare il lavoro” ai giovani, visto che sono tutti piuttosto in là con gli anni… sembra una favola, in ogni caso il fenomeno è talmente misterioso da spingere più di un americano del “nord” a trasferircisi per strappare qualche annetto in più… pare funzioni! purtroppo non sono riuscita a trovare la versione online di questo articolo che è stato pubblicato dal settimanale “Internazionale” nell’ultimo numero di agosto. tolta quella valle, penso che la tua osservazione sia fondata. Grazie del commento, torna a trovarci!

  • Per via della mia “tenera età” faccio parte di quella generazione che ha visto andare in pensione uomini e donne dopo nemmeno 20 anni di lavoro in un ente pubblico, tutto lecito c’era una legge. Andare tutti in pensione a 65 anni va bene, però mi chiedo se si può andare con una pensione dignitosa, mi spiego meglio una mia conoscente nonostante anni di lavoro prende 500 euro di pensione al mese, cosi a 74 anni è costretta andare a fare i mestieri in giro, con la precarietà del lavoro diffusa negli ultimi dieci anni, 40 enni in cerca di lavoro per esempio, si rischia non ora ma negli anni prossimi che molte persone dovranno non scegliere se andare in pensione o lavorare dopo i 65 anni, ma costrette a lavorare, se sono in grado di farlo, ho qualche perplessità su questa norma a dire la verità

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