
L'
allungamento della vita ha ripercussioni in ogni attività umana, persino nel campo finanziario. In
Usa, per esempio, stanno nascendo
fondi di investimento in tre comparti aziendali tipicamente in crescita nei contesti sociali in cui la longevità è più diffusa, ossia la biofarmaceutica, le biotecnologie e quello dei servizi sanitari per la cura di
diabete e Alzheimer.
Lo racconta il quotidiano
La Stampa in un articolo di qualche giorno fa, che parla di un fondo creato da una
società di patrimoni svizzera chiamato “Lo Fund Golden Age” e di una ricerca condotta qualche anno fa dal
“National Bureau of economics research” - un'organizzazione statunitense che promuove la divulgazione dei meccanismi che regolano l'economia - , secondo la quale i costi per la cura della salute degli anziani sono destinati a crescere al moltiplicarsi del numero dei “grandi vecchi”. Di conseguenza, avvisava lo studio, potrebbe essere sempre più importante per gli stessi anziani assicurarsi contro il rischio di malattia e infortunio potenzialmente più alto con qualche anno in più sulle spalle. Di qui il moltiplicarsi delle polizze ad hoc per la terza età e di altri prodotti finanziari.
L'allungamento della vita sta però producendo anche un altro fenomeno che scommette, al contrario, sulla permanenza in buona salute degli stessi anziani. Da un assunto del genere parte per esempio
il software Eldy che semplifica l'uso del computer a chi non vede bene o è a totale digiuno di informatica, come capita spesso a chi ha oltre sessant'anni. Prodotto da una
Onlus, il programma è scaricabile online gratuitamente, ma è stato acquisito anche da un'azienda italiana per caricarlo direttamente sui propri computer, mentre un'azienda inglese ha messo a punto un hardware a basso costo per installare Eldy su sistema Linux.
Il successo del programma è tale da essersene accorta persino l'
Unione europea che l'ha inserito tra i
progetti di “E-inclusion”, questi ultimi concepiti per rimuovere il digital divide in qualunque forma si manifesti.
La Onlus è partita dai
dati Istat che avrebbero registrato un forte incremento dei
“surfer d'argento” dal 2005 al 2009, ma i numeri sono destinati a crescere ulteriormente considerato l'uso sempre più massiccio delle tecnologie informatiche tra le persone attualmente ancora a lavoro. Lo sa bene il miliardario americano
John Erickson che ha creato la prima Web tv destinata ai “settantotto milioni di baby boomers pensionati con un buon reddito”, come racconta
Panorama. Per il settimanale, qualcosa del genere potrebbe succedere anche da noi e forse un giorno potrebbero moltiplicarsi anche in Italia
i “nonni” innamorati di Youtube come è successo in Inghilterra con “Geriatric 1927”, ossia lo pseudonimo dell'ottantaduenne
Peter Oakley che dal 2006 racconta la sua storia a puntate di qualche minuto l'una, conquistandosi una comunità di cinquantamila fan.
O forse da noi nascerà qualche altro fenomeno: di certo
la vita lunga promette molte sorprese.