
Ormai è chiaro: anche se non tutti ne risentono (per fortuna),
la crisi economica c'è. Perché non approfittarne per
ripensare i nostri consumi, prendendo spunto dalla
giornata mondiale dei consumatori che torna come ogni anno
il 15 marzo?
Pensiamo alle
nostre nonne: loro,
cinquanta-sessanta anni fa, appena potevano,
riciclavano tutto, dagli avanzi dei pasti, rimescolati per dar vita a gustosi pasticci, ai vestiti, che venivano riadattati di
generazione in generazione.
Certo,
è impossibile ripristinare del tutto comportamenti antichi (non possiamo tornare alle
candele, se non per qualche
serata romantica!), ma, in fondo,
la nostra cultura contadina non è poi così lontana nel tempo, quindi perché non rinverdire almeno qualche sano principio di sobrietà?
Per aiutarvi,
eccovi qualche esempio.
In una casa moderna
la luce è una grossa fonte di spesa, ma
consumarne meno è possibile. Come?
Staccando gli apparecchi che restano in stand-by. Per evitare pericolose contorsioni alla nostra schiena, conviene comprare
le ciabatte con gli interruttori e spegnere direttamente quelli.
I panni, poi, vanno lavati, ma non serve “bruciarli” a novanta gradi:
già a quaranta, con una macchina di classe A, ritornano nuovi e igienizzati.
Più difficile è invece
risparmiare sui trasporti, specialmente se si dipende totalmente dall'auto. E invece è proprio
lasciandola ferma più spesso che si risparmia di più. È un sacrificio, soprattutto all'inizio, ma molto dipende dalla
nostra pigrizia, fisica e mentale.
Un vero e proprio rompicapo è
abbattere i costi della spesa alimentare, soprattutto se in casa ci sono
bambini o anziani. Eccovi alcune soluzioni: chi ha vicino a casa
un farmers market, può beneficiare di prodotti della campagna a
chilometro zero (cioè locali) veramente molto convenienti e di ottima qualità. Un'altra via è comprare cibi e
detersivi sfusi,
riducendo la spesa per il contenitore (non indifferente!) e
i rifiuti in circolazione. Il secondo aspetto si tradurrà, in futuro, in un risparmio per tutta la collettività, simile a quello ottenuto da chi
riutilizza gli scarti dei pasti per gli animali da cortile e
per l'humus.
Meno semplice è contenere
il costo delle medicine se si soffre di
disturbi cronici non mutuabili, per esempio,
l'acidità di stomaco:
sul Sole 24Ore di qualche mese fa si suggeriva di comprare il generico corrispondente; l'effetto sul proprio stomaco è lo stesso, ma nel corso dell'anno
il portafoglio si svuota di meno...
La vita però non è fatta solo di spese di prima necessità:
anche sulle vacanze, sugli interventi estetici e sugli hobby è
possibile risparmiare qualcosa. Considerate con attenzione
le offerte in circolazione: in questo periodo è davvero possibile strappare ai tour operator, ai centri benessere e alle palestre pacchetti davvero convenienti.

Anche se vi sentite più poveri, infine,
non vi va di rinunciare alla cultura, di solito sacrificata da chi deve
stringere la cinghia.
Come fare? Eccovi
qualche dritta.
I libri sono anche in biblioteca, non solo nei negozi. A parte le ultimissime uscite,
riscoprite le sale civiche delle vostre città: avrete delle belle sorprese.
Sul
cinema:
c'è almeno un giorno a settimana in cui le proiezioni costano meno, basta solo scoprire qual è.
Alle mostre, inoltre,
gli over 65, di solito, entrano gratis o con sconti consistenti. In ogni caso, approfittate anche del ritorno delle
belle giornate per visitare
gratis parchi e dimore storiche: un'occasione ottima è data
il 28 e il 29 marzo dalle giornate del Fondo italiano per l'ambiente.
La vita “low cost”, insomma, può diventare
piacevole, basta affrontarla con lo
spirito giusto.
Non siete d'accordo?
Diteci la vostra!