



Vivete in città e attendete la bella stagione per vedere finalmente il balcone fiorito?
In questo periodo storico sembra esserci una relazione tra la “scienza triste” che è l’economia e il malessere psichico. La crisi
che attanaglia le società europee, e quindi l’Italia, crea una
quotidiana preoccupazione sul futuro che ci induce a colorare con tinte
fosche e pessimiste il tempo presente. Questo avviene proprio perché
oggi gli italiani si accorgono che sono le abitudini consolidate a essere messe in discussione. E, infatti, la parola “crisi” deriva dal greco “Krìsis”, nel significato di “separazione, scelta”.
Viviamo in un mondo dominato dalla comunicazione virtuale: televisione, radio, telefono cellulare, applicazioni informatiche, Internet…, ne siamo talmente immersi e circondati da correre il rischio di dimenticare che noi stessi siamo comunicazione, strumento privilegiato di scambio che ci permette di entrare in contatto con l’altro, crescere e costruire senso di identità.
Inattese e impreviste, fugaci e mutevoli nelle loro variabili sfumature, fonti di impaccio o di ispirazione, nel buio degli abissi o nel celeste del sublime … stiamo parlando di emozioni, vita e colore della nostra esistenza.
Qui parleremo della radio e delle sue trasformazioni e uso per le persone che stanno trascorrendo questo arco di vita.
Ufficialmente, la crisi economica internazionale è finita nel 2009, ma gli effetti negativi si sentono ancora oggi. A dirlo, è il Rapporto Istat 2010 sull'Italia, reso pubblico a fine maggio. Tra gli aspetti più preoccupanti l'Istituto nazionale di statistica rileva il progressivo indebolimento delle reti di sostegno alla famiglia. A risentirne, sono in particolare gli anziani fragili. Dall'altro lato, però, anche le famiglie con bambini molto piccoli potrebbero nel giro di qualche decennio non avere più il grande aiuto per il momento ancora fornito dai nonni. >>




