



Non tutti sanno che il nostro ordinamento giuridico prevede diverse agevolazioni lavorative che possono essere utilizzate per assistere i nostri familiari con problemi di salute.
Quasi dappertutto nel mondo si sta innalzando l'età della pensione per donne e uomini, ma nonostante si preveda per il 2050 di avere una quota maggiore di persone in servizio ben dopo i sessanta, gli anni da trascorrere a riposo saranno ancora molti. Come mai? La risposta è contenuta nel IV Rapporto dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (in sigla, Ocse) sulle Pensioni relativo a 43 diversi Paesi, presentato lo scorso 17 marzo. >>
Accantonato il primo decennio del secolo ventunesimo, per i molti italiani alla svolta dei sessant'anni si porrà durante quello appena cominciato il problema di quando andare in pensione. Soprattutto, con quale assegno, viste le previsioni presentate giusto un mesetto fa dall'Inps, di cui in parte abbiamo già parlato. Paradossalmente, l'unica categoria di lavoratori che potrebbe sperare di avere una cassa con i conti in attivo è proprio quella dei lavoratori parasubordinati, che versano volontariamente i loro contributi. >>
Dopo la tempesta sollevata dal suo direttore generale, Antonio Mastrapasqua, l'Inps ha rassicurato lavoratori autonomi e co.co.co.: se siete sulla soglia della pensione - ha detto loro - non avete nulla da temere: il denaro per le vostre indennità c'è, esattamente come c'è per i lavoratori dipendenti.
Nel giro di pochi anni la pensione delle donne italiane diventerà uguale a quella degli uomini: la rivoluzione è cominciata con la riforma approvata l'estate scorsa per il settore del pubblico impiego, che ha stabilito che a partire dal 2012 la messa a riposo scatti per tutti a 65 anni senza differenza di genere. Ne occorreranno altri cinque, invece, perché il pensionamento venga agganciato alla speranza di vita. Dal 2018, infatti, le pensioni italiane dovrebbero essere sciolte dal vincolo anagrafico per favorire la permanenza in servizio di chi è ancora in buona salute anche oltre i 65 anni. >>
Andare in pensione può essere una liberazione ma anche un rischio: chi non è pronto a reinventarsi una nuova vita potrebbe subirne il contraccolpo non solo psicologico. Una ricerca americana ha per esempio messo in luce l'esistenza di una correlazione tra pensionamento e rallentamento delle proprie capacità mnemoniche. L'indagine si è basata sulla somministrazione di test della memoria a pensionati provenienti da undici Paesi diversi, tra cui l'Italia, che non avrebbe ottenuto risultati molto brillanti. >>
Oltre che un bisogno, le ferie sono anche un diritto: lo stabilisce il nostro ordinamento legislativo, che lo estende a tutti i lavoratori dipendenti, senza alcuna distinzione. Tra questi ultimi rientrano infatti anche le colf e le cosiddette badanti o collaboratrici familiari, spesso assunte con contratti a termine. Per il godimento delle ferie, però, la tipologia del contratto stipulato tra datore e dipendente non conta: semmai, più importante è stabilire quanti siano i giorni di ferie maturati dal momento in cui si è instaurato il rapporto di lavoro. >>




