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Diritti e Doveri

Invalidità civile, che cos’è e come ottenerla

l’invalidità civile è una condizione riconosciuta dal nostro ordinamento giuridico come presupposto per avere diritto a determinate prestazioni economiche e socio-sanitarie da parte dello Stato.
Qualsiasi persona affetta da patologie di una certa rilevanza può pertanto chiedere il riconoscimento dello stato di invalidità civile. Trattandosi di una condizione che si basa sull’essere affetti da determinate menomazioni, può essere ottenuta solo dopo essere stati sottoposti ad una visita da parte di una commissione Asl. Questo significa che non è sufficiente una relazione di un medico specialista, ma occorre un accertamento medico legale di un apposito ente riconosciuto dal Servizio sanitario nazionale.
Prima di illustrare quale sia la procedura per ottenerne il riconoscimento, vediamo come l’invalidità civile viene definita dalla nostra legge. La definizione deriva da una norma del 1971, per la precisione la legge 118/1971 il cui articolo 2 stabilisce: “… Si considerano mutilati ed invalidi civili i cittadini affetti da minorazioni congenite o acquisite…. che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore a un terzo o, se minori di anni 18, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età. Ai soli fini dell’assistenza socio-sanitaria e della concessione dell’indennità di accompagnamento, si considerano mutilati ed invalidi i soggetti ultrasessantacinquenni che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età“.
Da questa definizione si comprende come l’invalidità civile può essere riconosciuta a qualunque età.
In caso di minore età o di persone con più di 65 anni, il riconoscimento non viene espresso in percentuale, essendo sufficiente che vengano riscontrate “difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età“.
Alle persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni, invece, viene fatta una valutazione della riduzione della capacità lavorativa. Solo nel caso di riconoscimento di una percentuale di riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 33,33% (un terzo) si può ottenere lo status giuridico di invalido civile.
Occorre evidenziare come l’invalidità civile sia un tipico istituto di natura assistenziale. Questo significa che non è subordinata alla sussistenza di requisiti contributivi o di anzianità, sebbene le relative prestazioni economiche siano erogate dall’Inps. Non deve quindi essere confusa con altre tipologie di prestazioni legate ad uno stato di invalidità, ma che presuppongono invece lo svolgimento di una attività lavorativa (come ad esempio le pensioni di inabilità erogate dall’Inps ai lavoratori che dopo un periodo di lavoro non sono più in grado di svolgere alcuna attività a causa del peggioramento delle loro condizioni di salute).
Per le persone anziane non autosufficienti può essere importante capire come funziona oggi il riconoscimento dell’invalidità civile in quanto tale condizione costituisce il presupposto per poter ottenere l’indennità di accompagnamento.
Quest’ultima costituisce una provvidenza economica assistenziale riconosciuta agli invalidi civili impossibilitati a deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore o che necessitano di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita (come lavarsi, vestirsi, mangiare, pulire casa, e così via).
Nella categoria degli invalidi civili rientrano anche i ciechi e i sordomuti, anche se per essi si applicano alcune norme speciali.
Un’altra utile precisazione per i nostri lettori è di non confondere il riconoscimento dell’invalidità civile con il riconoscimento dell’handicap ai sensi della legge 104/1992, che è una condizione giuridica diversa che può essere chiesta in aggiunta a quella dell’invalidità e che può essere utile per ottenere alcuni benefici fiscali oppure specifiche agevolazioni lavorative (come i permessi per assistere i propri parenti con disabilità).
Ora vediamo cosa deve fare concretamente una persona per ottenere l’invalidità civile.
Innanzitutto deve presentare una domanda. Questa domanda va presentata dal diretto interessato o dal rappresentante legale (genitore, tutore, curatore, amministratore di sostegno) allegando la certificazione medica che riporti la diagnosi e la tipologia di menomazione e precisi eventualmente la necessità di assistenza continuativa (ai fini del riconoscimento dell’indennità di accompagnamento).
Sino a fine 2009 la domanda andava presentata alla Asl di residenza. Dall’1 dicembre 2010, in virtù di una modifica normativa - legge 102 del 3 agosto 2009la domanda, insieme alla certificazione medica attestante la natura delle infermità invalidanti, va inoltrata all’Inps per via telematica, secondo le modalità stabilite dall’ente previdenziale medesimo.
l’Inps, con propria circolare 28 dicembre 2009 n. 131, ha definito la nuova procedura per ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile. La principale caratteristica di questo nuovo procedimento è la totale informatizzazione.
Il primo passo che deve fare il cittadino è quello di recarsi dal proprio medico curante (cosiddetto medico certificatore) abilitato alla compilazione on line del certificato medico, per ottenere il cosiddetto certificato introduttivo con il quale il medico attesta la natura dell’infermità.
Questo certificato viene compilato su supporto informatico e inviato telematicamente dal medico certificatore all’Inps. I medici certificatori, per eseguire questa operazione, devono preventivamente richiedere all’Inps un Pin che li identificherà in ogni successiva certificazione. Sul sito internet dell’Inps si trova l’elenco dei medici certificatori accreditati in possesso del Pin.
Una volta compilato il certificato, il medico lo consegna in originale all’interessato insieme a un numero Pin. Il certificato introduttivo firmato in originale deve poi essere esibito al momento della visita della commissione Asl.
Il certificato introduttivo ha validità 30 giorni: se non si presenta in tempo la domanda, il certificato scade e bisogna richiederlo nuovamente al medico.
Il secondo passo è costituito dalla vera e propria domanda all’Inps. La domanda può essere presentata solo attraverso internet sul sito ufficiale dell’ente previdenziale.
Questo secondo passaggio può essere effettuato in due modi alternativi:

  1. direttamente e autonomamente dalla persona interessata, dopo aver richiesto e ottenuto dall’Inps il proprio Pin personale, attraverso una domanda on line sul sito dell’Inps;
  2. attraverso gli enti abilitati: associazioni di categoria, patronati sindacali, CAAF, altre organizzazioni associative.

Nella domanda vanno indicati i dati personali e anagrafici, il tipo di riconoscimento richiesto (handicap, invalidità, disabilità),
le informazioni relative alla residenza e all’eventuale stato di ricovero.
Il terzo passaggio è rappresentato dalla convocazione a visita. Una volta definita la data di convocazione, l’invito a visita viene visualizzato nel sito internet e viene comunicato con lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
E’ importante sapere che per legge il cittadino può farsi assistere, durante la visita, da un suo medico di fiducia che, in caso di impedimento, può chiedere una nuova data di visita collegandosi al sito dell’Inps e accedendo al servizio online con il proprio codice di identificazione personale.
Se assente alla visita, verrà comunque nuovamente convocato. La mancata presentazione anche alla successiva visita sarà considerata a tutti gli effetti come una rinuncia alla domanda, con perdita di efficacia della stessa.
Il quarto passaggio consiste nella vera e propria visita medico legale. Essa viene effettuata da una commissione medica dell’Asl (integrata da un medico dell’Inps). Al termine della visita, viene redatto il verbale elettronico.
La procedura può dirsi conclusa solo se, al termine della visita, il verbale viene approvato all’unanimità.
A questo punto, dopo la validazione del Responsabile del Centro Medico Legale dell’Inps, il verbale viene considerato definitivo.
Se invece il parere non è unanime, l’Inps sospende l’invio del verbale e acquisisce gli atti che vengono esaminati dal Responsabile del Centro Medico Legale dell’ente previdenziale. Questi può validare il verbale entro 10 giorni oppure procedere a una nuova visita nei successivi 20 giorni.
Il verbale definitivo viene inviato al cittadino dall’Inps. Se la decisione finale prevede l’erogazione di provvidenze economiche (come ad esempio l’indennità di accompagnamento),
l’interessato viene invitato ad inserire online i dati richiesti (eventuale ricovero a carico dello Stato, coordinate bancarie).
Il procedimento si conclude con l’erogazione delle provvidenze economiche nei casi in cui ne sia riconosciuto il diritto sulla base dei requisiti previsti dalla normativa.
Prima di concludere questo breve viaggio nel procedimento per ottenere l’invalidità civile, non posso fare a meno di sottolineare come in realtà questa nuova procedura si stia dimostrando molto complessa da attuare e pertanto sono numerosi i disagi che i cittadini stanno vivendo. Occorre in altri termini armarsi di molta pazienza nella speranza che i problemi emersi in questi primi mesi di applicazione vengano risolti al più presto.

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