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   11-05-2009 - Scritto da: Giovanni Del Zanna in Casa e Futuro/Domotica


  Anche la casa può essere solidale


Esiste un abitare “solidale”? La domanda può sembrare bizzarra visto che, di solito, pensiamo alla casa come a qualcosa di personale, in cui gli altri non devono entrare.
E in effetti, spesso viviamo in città densamente popolate, in case piccole e schiacciate le une e alle altre e di fatto non facciamo amicizia con nessuno nel nostro vicinato.
Così, isolati nelle nostre case, rimpiangiamo a volte quei rapporti, semplici e informali, che costituiscono la base della socializzazione.
C'è chi è andato oltre il rimpianto e ha deciso di sperimentare nuove forme dell'abitare. Succede per esempio nei “condomini solidali”, in cui famiglie e gruppi di persone vivono assieme condividendo la normale quotidianità della vita.
Un esempio del genere è dato dalla Comunità di Villa Pizzone a Milano, condominio solidale nato da un'iniziativa dell'Associazione di comunità e famiglie, impegnata in molti progetti simili non solo nel capoluogo lombardo e nella regione, ma anche in altre parti d'Italia.

Ma che cos'è in concreto un condominio o una casa solidale? Si tratta di luoghi in cui si riscoprono gli spazi pubblici offerti per esempio dal cortile o dal ballatoio che allargano i confini del proprio spazio privato, divenendo luoghi in cui incontrarsi, vivere assieme momenti di festa, condividere la quotidianità.

Il “condominio solidale”, per sua natura, è aperto all'altro: alle famiglie che hanno difficoltà, ai nuovi nuclei familiari, alle persone con disagi dovuti a situazioni di salute mentale o di disabilità, agli anziani.
Significativa, ad esempio, l'esperienza di Casa alla Fontana (di cui ho seguito direttamente la realizzazione) in cui famiglie, studenti e persone con disabilità vivono insieme, nell'autonomia dello spazio privato, condividendo relazioni di prossimità.
I casi citati non sono isolati e anzi fanno parte di una nuova tendenza che si sta facendo strada nelle politiche della casa.
Si tratta del concetto di “housing sociale”, che pone sempre più attenzione a un rapporto pubblico/privato che sappia formulare nuovi modelli abitativi in grado di dare risposte a diverse dimensioni del problema casa.

C'è infatti chi fa fatica a trovarne una per ragioni economiche, come le giovani coppie, gli stranieri e le famiglie povere; oppure chi ha bisogno di vivere parte della propria vita con altri per motivi di studio o di salute, per esempio gli studenti, i disabili o gli anziani autonomi; infine c'è chi cerca di dare risposte più innovative anche al problema delle residenze istituzionalizzate, come le case di riposo e le Rsa.
L'housing sociale si sviluppa quindi in molte direzioni, con progetti pubblici, iniziative e interventi.
Benché ancora in fase sperimentale, desta perciò molto interesse proprio per le novità che vorrebbe introdurre. E rappresenta, senza dubbio, un'importante sfida alle politiche abitative verso una logica di inclusione sociale, che rivaluta l'importanza della casa come strumento di riqualificazione delle relazioni interpersonali.

Stannah - Muoversi Insieme
Tags:  housing sociale / condominio solidale / vivere in comune / spazi pubblici condivisi / politiche della casa / relazioni sociali / uscire dall'isolamento
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