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La generazione delle persone nate nella seconda metà del Novecento, i cosiddetti over 60 di oggi, ha conosciuto direttamente nella propria vita quotidiana i più grandi e profondi cambiamenti dovuti alla velocità delle innovazioni tecnologiche. Uno di questi riguarda la lettura dei libri, che stanno via via abbandonando la carta per assumere la forma degli Ebook, supportati da strumenti hardware come gli Ereader e i Tablet. Quali sono le tappe storiche di questa mutazione?
Lungo il corso del tempo la lettura e i supporti tecnici che la rendono possibile sono cambiati lentamente. La prima forma conosciuta è quella delle antiche tavolette della Mesopotamia, consistenti in lastre di argilla quadrate o rettangolari che si potevano tenere in una mano: il libro, in tal caso, era formato da diverse tavolette che il lettore scorreva una di seguito all’altra.
La fase successiva fu l’uso della pergamena e della cartapecora (pelli di animali trattate) che potevano essere tagliate a strisce e arrotolate. Il cosiddetto “codice in pergamena” divenne il libro usuale per funzionari, ecclesiastici, viaggiatori, studenti, cioè per tutti quelli che dovevano spostarsi sul territorio. La cosa interessante è che la parte del rotolo che il lettore poteva leggere era molto limitata, proprio come oggi avviene con il personal computer, in cui il testo scritto scorre come un nastro sullo schermo.
Ci vorranno molti secoli per arrivare alla fase moderna del libro. Alla metà del Quattrocento il giovane incisore e tagliatore di gemme Johann Gutenberg inventò un nuovo metodo di stampa: quello di intagliare le lettere dell’alfabeto in blocchi mobili di metallo riutilizzabili tramite i quali imprimere le parole sulla carta con l’uso di un torchio. E’ evidente che si trattò di una grandissima rivoluzione e, infatti, gli effetti dell’invenzione di Gutenberg furono clamorosi. Ci furono subito numerosissimi lettori e i costi per la creazione dei libri diminuirono notevolmente.
In Italia, Francia, Spagna, Olanda, Inghilterra, Danimarca le tipografie divennero rapidamente imprese produttive.
Anche l’Italia ha dato un grande contributo a questa innovazione. A Venezia l’umanista Aldo Manuzio fondò una propria stamperia per produrre i libri di cui aveva bisogno per i suoi corsi. Egli stabilì la sua tipografia a Venezia, dove poteva contare sulla presenza degli esuli greci come compositori e correttori di bozze, che prima erano stati solo scrivani. Nel 1494 diede inizio al suo progetto editoriale che avrebbe prodotto alcuni dei libri più belli della stampa: prima i classici greci (Sofocle, Aristotele, Platone, Tucidide) e poi i latini (Virgilio, Orazio, Ovidio).
La produzione libraria di massa iniziò nel Settecento, quando si diffusero opuscoli costituiti da un foglio piegato in dodici parti per ottenere ventiquattro pagine, mentre i cosiddetti tascabili quali noi li conosciamo furono creati in Inghilterra (in epoca vittoriana) quando nacquero anche le prime associazioni degli editori e dei librai, le prime agenzie di distribuzione, la società degli autori e i sistemi di pagamento calcolati come percentuali sulle vendite.
un’ulteriore spinta alla produzione di libri tascabili (ossia quella più potente e adatta a sviluppare la cultura popolare) avvenne nel 1935, quando all’editore inglese Allen Lane venne in mente di creare una serie di tascabili con attraenti copertine a colori ristampando testi dei migliori autori. Fu la nascita dei famosissimi Penguin, e che recentemente hanno aperto la loro community Book Country.
La geniale idea base era quella di vendere i libri come una qualsiasi altra merce, sottraendo il libro dalla sua aureola aristocratica che ancora lo caratterizzava. La vastissima distribuzione, il basso costo, l’ottimo livello dei contenuti e l’ampia gamma di titoli furono gli elementi del clamoroso successo dei Penguin, che divennero a quel punto un simbolo della diffusione culturale.
Venendo ai tempi recenti e alla situazione italiana, oggi un sessantenne può ricordare, in quanto annidati nella sua memoria biografica, i librettini bianchi della BUR – Biblioteca Universale Rizzoli. Erano volumetti modulari, la cui unità base costava 70 lire, che diventavano 140, 210 o 280, secondo il numero delle pagine. Negli anni ’50 le prime bibliotechine degli studenti erano cariche di questi straordinari libretti di ottima traduzione e che esploravano tutta la letteratura mondiale. Venne poi, negli anni Sessanta, un’altra ondata di tascabili costituita dagli Oscar Mondadori, questa volta costituiti da autori contemporanei, e subito dopo seguiti l’altra serie di saggistica giornalistica chiamata i Record.
Questo rapido excursus parla innanzi tutto del rapporto intimo che il lettore ha avuto nel corso della storia con il libro e i suoi autori. Infatti, la classica teoria della comunicazione di Roman Jacobson afferma che un testo scritto è rappresentato da un “emittente” che comunica con un “ricevente” attraverso un mezzo (che può essere la voce o uno scritto). Il libro è quella straordinaria macchina che Umberto Eco mette sullo stesso piano della ruota e che definisce la “macchina perfetta”.
Su queste varie tipologie del libro la generazione degli over 60 è cresciuta, sia per l’apprendimento tecnico-scientifico e operativo, sia per lo svago e l’allargamento dei propri quadri culturali.
Oggi, però, si affacciano sul mondo della comunicazione nuovi strumenti per la lettura.
Ciò che caratterizza il tempo presente è la velocità della trasformazione.
La prima mutazione nel rapporto con il libro è stata la diffusione rilevante, a partire da una quindicina d’anni fa, dei Cd Rom. Sugli scaffali dei libri si sono progressivamente aggiunti dischetti con questi titoli: Letteratura italiana Zanichelli, La Grande letteratura italiana Einaudi, la Letteratura italiana dell’editore d’Anna, i Grandi Classici della letteratura straniera dell’Espresso-Garzanti, la Poesia del mondo della Lexis Progetti Editoriale.
Ieri era possibile avere un’intera enciclopedia su Cd Rom e già oggi è possibile farlo on-line, con il vantaggio di poter recuperare altre informazioni sulla rete Internet.
Solo poche decine di anni fa le enciclopedie cartacee occupavano metri delle biblioteche, oggi la stessa serie di volumi può essere tenuta in una custodia di pochi centimetri e portata ovunque.
Frattanto, ecco che già un’altra rivoluzione tecnologica sta modificando il lettore e il suo rapporto con i testi. Si tratta degli Ebook, ossia dei libri leggibili non più solo sulla carta, bensì attraverso le tecnologie degli Ebook Reader. Dal punto di vista storico, si fa risalire al 1971 la produzione del primo Ebook all’interno del progetto Gutenberg.
In Italia questo mercato è solo agli inizi, in quanto i grandi editori hanno cominciato a pubblicarli solo dal mese di ottobre del 2010. Negli Stati Uniti l’innovazione è cominciata prima, soprattutto con l’editore Amazon, che detiene un primato quasi monopolista, sia degli Ebook, che dei loro strumenti di lettura. Amazon “lega” i suoi lettori di libri all’Ereader Kindle. Sul catalogo americano i libri disponibili in formato Ebook sono 605.000, di cui solo 3.100 in edizione italiana, per lo più classici fuori diritti d’autore.
In Italia è la IBS ad avviare con decisione la trasformazione. Questo venditore ha in catalogo 8.500 titoli, su un totale di quasi 500.000 libri cartacei in commercio. Va anche detto che ormai quasi tutte le case editrici si stanno attrezzando nell’associare alle collane cartacee anche quelle in formato Ebook.
La tecnologia degli Ereader mira a dare al lettore la stessa sensazione che avrebbe nel leggere il libro tradizionale. Un Ereader, per non affaticare la vista, ha uno schermo passivo, cioè non emette luce propria e al buio ha bisogno di una luce esterna e nello stesso tempo offre una buona lettura anche al sole, proprio come un libro di carta. La lettura è più che confortevole, anche se la decennale abitudine a sfogliare in modo tattile le pagine del libro cambia in modo irreversibile. Tuttavia, c’è il vantaggio di poter scegliere i caratteri e il loro formato allo scopo di adattarli alla propria vista.
La IBS vende un proprio lettore dotato di una connessione Wi-Fi (che non è ancora diffusa sul territorio nazionale),
ma anche una connessione 3G, che consente l’accesso alla rete mobile, per collegarsi al catalogo e acquistare e scaricare il libro.
In questo momento le barriere a una più ampia diffusione sono dovute ai seguenti fattori: il costo degli Ereader (che vanno dai 190 ai 350 euro a seconda delle dimensioni dello schermo e dei dispositivi di supporto); il costo degli Ebook (per i quali si risparmia solo un 15% rispetto al cartaceo) e, naturalmente, la disponibilità dei titoli, che per ora è infinitamente più ampia nel formato libro; i limiti dovuti alle protezioni che gli editori devono mettere sui file, per evitare che questi vengano diffusi illecitamente, diminuendo le vendite.
Il vantaggio dichiarato dagli utenti (giovani o anziani che sia) è quello della mobilità, poiché è possibile viaggiare con tantissimi libri contenuti nell’Ereader, e quello della qualità della lettura.
Ma il mondo va veloce: non è ancora iniziata la rivoluzione dell’Ereader che inizia già la concorrenza dei Tablet PC (letteralmente PC tavoletta). Si tratta di una specie di PC portatile senza tastiera e azionabile mediante il tocco sullo schermo. Attualmente l’oggetto del desiderio è l’Ipad della Apple, già arrivato alla seconda versione e tuttavia altri produttori si affacciano sulla scena del mercato. Un tablet permette di navigare in rete, fare foto, inviare mail, guardare film, ascoltare musica, giocare, leggere libri e giornali, e così via.
Già oggi Ereader (centrati sulla lettura del libro simulando le antiche modalità di lettura) e Tablet (strumenti multimediali che uniscono alle righe di testo i link ad audio e video) si fanno concorrenza fra loro. Cosa succederà nei prossimi anni lo vedremo.
Oggi è difficile prevedere le linee di sviluppo, tuttavia una cosa è certa: al millenario libro costituito da una serie di fogli uniti da una copertina, sensibili al tatto e annotabili con una matita sia all’interno che ai margini, oggi si associano per lo meno tre prodotti tecnologici: i CD Rom, gli Ereader e i Tablet. E’ del tutto evidente che sta cambiando in profondità il modo di “essere lettori”.
E’ facile immaginare che le giovani generazioni si adatteranno sempre di più a usare in modo indifferenziato questi tre oggetti.
Agli over-60 è richiesto, in un certo senso, un compito in più: quello di rinunciare alle vecchie abitudini di lettura, vedendo gli eventuali vantaggi che le nuove tecnologie (di cui occorre apprendere le modalità di uso) offrono.
In ogni caso, si conferma quanto dicevamo all’inizio: la continua innovazione tecnologica è la caratteristica di fondo degli stili di vita con cui le persone nate nella seconda metà del Novecento si confrontano, pur essendo cresciuti in un altro contesto sociale culturale.

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