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Il mondo può essere più verde? Per gli organizzatori di “Ecomondo”, la fiera della “green economy” di Rimini, che si apre oggi per la sua tredicesima edizione, la risposta è senz’altro sì. A conferma della propria speranzosa visione del futuro, gli organizzatori si fanno supportare dai dati sul numero di espositori e visitatori cresciuti anno dopo anno a partire dal 2004, quando l’evento è stato ribattezzato con il nome attuale.
Ed è con questo spirito che da oggi a domenica si potranno scoprire tutte le principali novità tecnologiche, scientifiche sul recupero e il riutilizzo dei rifiuti, tuttora il nucleo centrale attorno a cui ruotano tutte le altre sezioni di “Ecomondo”: la fiera ospita quest’anno 1.500 aziende per 13 padiglioni, dislocati su 110 mila metri quadrati.
La discussione attorno ai migliori sistemi per trattare i rifiuti, peraltro, non interessa soltanto gli addetti ai lavori: come si sa, dalla nostra spazzatura, per esempio, le bottiglie di plastica, possono nascere molti prodotti. A “Ecomondo” sarà possibile osservarne numerosi, con un’attenzione speciale agli oggetti di “ecodesign”, a bassa impronta ambientale e anche piacevoli da vedere.
La strada per l’affermazione dell’economia verde è ancora costellata di vari ostacoli, per esempio la persistenza di aree inquinate che andrebbero bonificate: ai migliori sistemi per affrontare questo problema è dedicata la sezione “Reclaim Expo” (Padiglioni C2 – C3),
detto anche “Salone italiano sulle bonifiche dei siti contaminati”, che dà voce alle istituzioni, intese sia come “i cattivi”, ossia quelli che inquinano, sia come “i buoni”, cioè quelli che operano le bonifiche. L’incontro tra i principali attori del settore avverrà anche attraverso dibattiti, come quello organizzato oggi alle 14.30 dal titolo “Bonifiche dei siti contaminati: analisi del mercato fra committenza, progettazione ed esecuzione”.

Il dibattito citato è solo uno dei moltissimi previsti durante l’intera durata della fiera, che dà particolare importanza allo scambio e diffusione di informazioni, esperienze e strategie per l’affermazione di una visione concretamente “eco” del mondo.
Per ribadire il concetto, la fiera dà spazio alle più importanti “case-history” (straniere e italiane) in materia di sostenibilità ambientale nel padiglione “B5” detto “Città sostenibile”. In più è uscito già da qualche giorno dallo spazio espositivo per sbarcare direttamente nel capoluogo romagnolo con “Ambiente Festival”, ossia dodici giorni (partiti il 22 ottobre scorso) a ingresso libero in cui cittadini, associazioni e istituzioni locali si confrontano sui temi caldi di “Ecomondo”.
Personalmente, ho visitato la fiera cinque anni fa riportandone una positiva impressione: non avevo mai visto un macchinario che lavora le bottiglie di Pet alla velocità della luce né le sedie e i tavolini fatti con il tetrapak… se fossi stata una bambina avrei partecipato volentieri anche ai laboratori didattici sulla differenziazione dei rifiuti, una materia mica tanto semplice!
In generale, se ne torna con un senso di speranza. Un’unica pecca: il biglietto costa caro (15 euro) se non lo si compra online o non si ha un invito. I bambini fino a dodici anni, invece, entrano gratis.