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Installare un servoscala nelle parti comuni di un condominio costituisce una situazione sempre più ricorrente soprattutto negli edifici costruiti prima della entrata in vigore della normativa anti-barriere architettoniche che ha imposto criteri di progettazione e realizzazione che garantiscano una piena e totale accessibilità di tutte le parti comuni.
Nei miei precedenti articoli pubblicati su questo sito ho già avuto modo di illustrare ai nostri cari lettori come la specifica normativa in materia di accessibilità, proprio per facilitare la realizzazione di interventi finalizzati a superare le barriere architettoniche nelle parti comuni dei condomini, abbia previsto un regime speciale e particolare che deroga agli ordinari principi e regole stabilite dal nostro Codice Civile in materia condominiale.
La specialità e particolarità di questa normativa sta in primo luogo nel fatto di consentire di intervenire sulle parti comuni senza dover necessariamente ottenere in assemblea il consenso degli altri condomini ordinariamente necessario per effettuare le c.d. innovazioni. La normativa speciale infatti prevede che in seconda convocazione si possa deliberare ed autorizzare qualsiasi intervento finalizzato all’eliminazione delle barriere con una maggioranza di 1/3 (questa maggioranza peraltro è stata innalzata dalla recente riforma del condominio in vigore da giugno 2013).
In secondo luogo questa normativa (stiamo parlando della Legge numero 13 del 1989) consente perfino di prescindere dal consenso degli altri condomini quando per il superamento delle barriere architettoniche si sceglie di installare un servoscala. In questo caso non è in alcun modo necessario ottenere il consenso di una determinata (se pur ridotta) maggioranza in assemblea, ma è possibile procedere liberamente.
La normativa però impone a chi è interessato a installare un servoscala una particolare procedura. Il condomino che ha necessità di superare delle barriere presenti nelle parti comuni deve infatti, come primo passo, inviare all’amministratore una richiesta scritta in cui fa presente che intende installare un servoscala.  Solo dopo che sono trascorsi tre mesi da questa richiesta senza che vi sia stata una delibera in merito, allora la persona interessata potrà procedere alla installazione a proprie spese.
Questa procedura apparentemente semplice e lineare in realtà necessita di alcuni preziosi chiarimenti ed approfondimenti in quanto sono sempre di più i contenziosi che sorgono tra condomini proprio in relazione all’installazione del servoscala sulle parti comuni.
La necessità di chiarire alcuni importanti aspetti nasce peraltro anche dal fatto che la riforma del condominio (in vigore da giugno 2013) ha mantenuto invariata questa particolare procedura stabilita per facilitare l’installazione di servoscala nei condomini. Rimane quindi alto l’interesse per questo tipo di procedura che consente di intervenire sulle parti comuni senza la necessità di ottenere il consenso degli altri condomini.
Vediamo quindi quali sono le attenzioni da porre nel procedere all’installazione di un servoscala. Il punto di partenza ovviamente è la conoscenza della specifica norma che ha introdotto questa agevolazione. Si tratta del comma secondo dell’art. 2 della Legge 13.1989 che recita: “Nel caso in cui il condominio rifiuti di assumere, o non assuma entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto, le deliberazioni di cui al comma 1, i portatori di handicap, ovvero chi ne esercita la tutela o la potestà di cui al titolo IX del libro primo del codice civile, possono installare, a proprie spese, servoscala nonché strutture mobili e facilmente rimovibili e possono anche modificare l’ampiezza delle porte d’accesso, al fine di rendere più agevole l’accesso agli edifici, agli ascensori e alle rampe dei garages“-
La semplice lettura della normativa però non ci consente di capire alcuni aspetti delicati che occorre tenere ben presenti per evitare il sorgere di litigi.
Innanzitutto è opportuno che la richiesta scritta non si limiti a far presente all’amministratore la sola intenzione di installare un servoscala ma contenga anche una vera e propria richiesta di convocazione di un assemblea condominiale specifica su questa richiesta.  La ragione sta nel fatto che la persona che per primo ha sentito il bisogno e interesse a installare un servoscala potrebbe in realtà trovare altri condomini interessati a partecipare al costo dell’opera.
E’ consigliabile poi allegare alla raccomandata scritta, oltre il preventivo, anche il progetto relativo al servoscala che si intende installare.
Questo adempimento è particolarmente importante in quanto mette il resto dei condomini e lo stesso amministratore nelle condizioni di valutare preventivamente da una parte l’eventuale interesse a partecipare al costo dell’opera e dall’altro di verificare se esistono eventuali possibili pregiudizi e limiti alla stessa installazione.
Sappiamo infatti come la possibilità di installare a proprie spese un servoscala anche senza il consenso del resto dei condomini incontri dei precisi limiti di legge sanciti dal Codice Civile (pregiudizio alle parti comuni, al decoro architettonico e alla sicurezza e stabilità dello stabile).
Per evitare quindi che questi limiti possano essere opposti e contestati da qualche condomino dissenziente dopo che il servoscala sia già stato acquistato o installato è opportuno e consigliabile far conoscere al resto dei condomini il progetto prima possibile, in modo che gli stessi possano avere il tempo necessario di valutare eventuali “controindicazioni” rispetto allo stesso progetto e farle presenti durante la discussione in assemblea.
E’ quindi interesse dello stesso condomino, che ha esigenza di superare delle barriere nelle parti comuni, cercare di condividere prima possibile con il resto dei condomini il progetto ed eventualmente prendere atto di eventuali contestazioni in modo da valutare se vi siano delle modifiche da apportare.
Solo condividendo il progetto con i propri vicini si ha possibilità di ridurre il rischio di possibili azioni legali dai condomini dissenzienti oppure assenti in assemblea. 
I tre mesi di tempo che la legge concede come spazio temporale trascorso il quale un condomino può procedere a installare un servoscala ha proprio questa utilità: consente di valutare eventuali limiti tecnici all’installazione.  
A dimostrazione dell’importanza di portare a conoscenza di tutti i condomini il progetto di installazione di un servoscala prima di procedere all’acquisto o alla sua installazione,  vi posso citare un caso che ho seguito recentemente in cui una famiglia ha proceduto all’acquisto di un servoscala senza prima accertarsi con una ragionevole certezza se tale servoscala potesse in effetti essere installato in una scala di un “vecchio edificio di ringhiera“.
In questo caso la famiglia aveva sì provveduto ad inviare la richiesta scritta ai sensi della Legge 13.1989, ma non aveva allegato a tale richiesta alcun progetto. Anzi, in attesa dei 3 mesi previsti dalla legge, aveva perfino provveduto all’acquisto.
Purtroppo solo poche settimane dopo l’acquisto, l’amministratore dello stabile ha deciso di far valutare a un tecnico l’impatto sulla stabilità e sicurezza della scala ed è emerso come l’installazione del servoscala avrebbe costituito un aggravio di carico che avrebbe ridotto in modo eccessivo la sicurezza della struttura.
Ovviamente questa verifica successiva (peraltro confermata anche da tecnici di fiducia della famiglia interessata all’installazione) ha di fatto pregiudicato l’intervento e ha reso ovviamente impossibile procedere come la legge consente.
Il caso appena citato ci deve pertanto far riflettere sulla necessità e opportunità di far precedere la decisione di acquisto e installazione da una seria verifica di quali possano essere i possibili pregiudizi alle parti comuni, in particolar modo quando tali pregiudizi siano relativi alla sicurezza e stabilità delle parti comuni.
Solo dopo che si abbia la certezza che il nostro progetto non possa portare alcun pregiudizio alle parti comuni oppure si abbia una ragionevole certezza che le contestazioni dei restanti condomini siano strumentali ed infondate, allora si può sfruttare in pieno e con una certa serenità l’opportunità fornita dal nostro legislatore, ovvero quella di installare un servoscala senza la necessità di approvazione degli altri condomini.