Badante di condominio

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una continua crescita demografica della popolazione fino a raggiungere nel 2016 la quota di 22% degli italiani over 65. Purtroppo, però, sono sempre meno le persone che possono permettersi un servizio di assistenza domestica a tempo pieno. Per risolvere questo problema, dall’Emilia Romagna è partita l’iniziativa della badante di condominio.

La badante di condominio consiste in una nuova figura di assistenza condivisa tra le persone che abitano lo stesso palazzo. È una lavoratrice/un lavoratore che suddivide il suo orario tra le diverse famiglie che hanno richiesto le sue prestazioni. Sarà il condominio stesso ad assumerla, o l’amministratore dello stabile, e svolgerà le mansioni comuni alla sua categoria, come cucinare, fare la spesa, pagare le bollette e fare compagnia. Le spese verranno suddivise tra quei condomini che ne richiedono le prestazioni.

Questo tipo di servizio è pensato per tutti quegli anziani ancora autosufficienti ma che hanno comunque bisogno di un po’ d’aiuto nelle faccende quotidiane. Ogni famiglia deciderà autonomamente l’ammontare delle ore che la badante dovrà svolgere nelle loro abitazioni durante la settimana e il tipo di servizi. In base al tempo richiesto verranno poi calcolati i contributi da pagare di ciascuno.

Una politica di sharing economy che va applicandosi in sempre più settori permettendo alle famiglie di ottenere assistenza contenendo allo stesso tempo le spese.

La badante avrà un ruolo sia nell’ambito dell’assistenza alla persona per ciascun anziano, ma anche nell’interazione collettiva. Le persone coinvolte, infatti, potranno partecipare a delle attività di gruppo svolte negli spazi comuni del palazzo per andare a ricostruire quei rapporti di amicizia un tempo comuni tra vicini di casa.

Come accennato sopra, questo tipo di iniziativa è nata in Emilia Romagna nell’estate 2015 e si sta lentamente diffondendo anche nelle altre regioni. La Basilicata, la Lombardia, il Piemonte, il Friuli Venezia Giulia, la Toscana e la Puglia possono già vantare dei programmi di politiche sociali per venire incontro ai bisogni degli anziani con l’ausilio di queste figure professionali.