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domotica.jpgAvete già sentito parlare della “domotica”? E’ una parola nuova, ma ormai se ne parla sempre più spesso.
Cerchiamo di capire cosa significa e quale utilità può portare a tutti noi. Il termine in sé nasce in Francia come la fusione di “domus” (casa, in latino) e “informatique” (informatica, in francese) da qui “domotique” che è stato tradotto in italiano con “domotica”.

In senso lato, quindi, possiamo pensare alla domotica come all’applicazione dell’informatica nella casa.
Facciamo un esempio. Nel mondo dell’ufficio il computer è ormai entrato in modo preponderante: ha sostituito la macchina da scrivere, la posta è diventata elettronica, immagini, suoni e filmati vengono ormai elaborati con il computer.

Possiamo ragionevolmente pensare che la stessa cosa succederà anche nel mondo della casa: i molti impianti che già ci sono (elettrico, riscaldamento, condizionamento, tv, telefono e internet, allarme, irrigazione, e così via) sono ormai gestiti da centraline (o dispositivi vari) di tipo elettronico. La domotica non fa altro che integrare il tutto in un unico sistema che permette un controllo generale.
Da un punto di vista tecnico, cosa cambia?

Per fare un esempio semplice pensiamo al lampadario: nell’impianto tradizionale l’interruttore chiude il contatto fra due fili, la corrente arriva alla lampadina che si accende.
Con la domotica, quando premiamo l’interruttore, non andiamo a “toccare” i fili, ma inviamo un messaggio già programmato (un po’ come se fosse una e-mail) al dispositivo “destinatario” che chiude il contatto dei fili che fanno accendere la lampadina.
Il grosso cambiamento è dato dal fatto che non comandiamo più l’impianto con dei “contatti” fisici, ma attraverso “messaggi elettronici”, per questo parliamo di “casa informatica”.

Il caso semplice del lampadario non ci aiuta, però, a cogliere la dimensione innovativa della domotica. In un impianto completo, in cui tutti i dispositivi sono integrati in un sistema domotico, la gestione “informatica” offre molte possibilità in più.

E’ possibile programmare orari (caldaia) ed eventi (chiusura di tende esterne se piove); disporre sistemi di sicurezza per eventi accidentali (fughe di gas, perdite d’acqua, incendio/fumi); integrare il sistema con altre reti informatiche (telefono, cellulare internet) per mandare messaggi lontano o per gestire da lontano la casa.
Interfacce particolari, con funzioni specifiche per chi ha delle difficoltà (fino ad arrivare a sistemi a comando vocale),
possono essere facilmente integrate nel sistema domotico per comandare luci, porte automatiche, tapparelle, tende, e così via.

Inoltre si possono programmare delle funzioni che permettono, con un unico comando, di attivarne diversi, come, ad esempio, una funzione “chiudi casa” che spegne le luci, abbassa le tapparelle e chiude acqua e gas.
La domotica non è un prodotto, ma un sistema, per questo non è così immediato capirne le potenzialità e le reali utilità per la vita di tutti i giorni.

Inoltre siamo ancora in una fase sperimentale in cui vengono messi in evidenza gli aspetti tecnologici dei dispositivi, piuttosto che l’utilità delle funzioni domotiche. E se da un lato possiamo considerare un po’ superficiale il proclama che vede nella domotica la soluzione per l’autonomia delle persone con disabilità o delle persone anziane, dall’altro possiamo, allo stesso tempo, scoprire che ci sono molte funzioni utili che si possono attivare con le tecnologie informatiche e con l’integrazione dei dispositivi in un unico sistema domotico.