
Ogni tanto abbiamo tutti bisogno del nostro medico curante: se però, per raggiungere il suo studio, dobbiamo superare ostacoli insormontabili, potremmo rinunciare alla visita magari mettendo in pericolo la nostra salute. Purtroppo, la situazione appena descritta è ancora piuttosto frequente nel nostro Paese: lo ricorda
Gaetano De Luca nell'articolo pubblicato oggi nell'area
Magazine, settore
Salute e Assistenza.
L'esperto cita
le normative anti-barriere architettoniche in vigore, sottolineando la loro
limitatezza rispetto all'esercizio da parte di noi cittadini del diritto costituzionale alla salute. La legge, infatti, stabilisce regole stringenti di accessibilità per gli edifici costruiti o ristrutturati dopo il 1989, ma nulla prevede per quelli di più vecchia data di costruzione. E, come sappiamo, l'Italia possiede uno dei patrimoni storico-artistici più antichi del mondo...
Per fortuna, prosegue il nostro avvocato,
la giurisprudenza ha di recente dato un'indicazione più decisa a favore della
rimozione di ogni barriera presente negli studi medici.
Si tratta di una sentenza del
Tar Sicilia che ha collegato la questione del diritto alla salute per tutti alla
normativa anti-discriminatoria.
Insomma, non ci si può più trincerare dietro l'esistenza di una ripida scalinata preesistente per giustificare l'impossibilità di prestare cure a una
persona che si muove in carrozzina. Quest'ultima, a sua volta, adesso potrebbe vincere
un eventuale ricorso per i danni prodotti dalla mancata visita medica. Voi che cosa ne dite?
Siete mai incappati in uno studio medico inaccessibile? Come vi siete comportati? Raccontateci la vostra esperienza, vi aspettiamo.
Leggi l'articolo di Gaetano De Luca