
Spesso
le tragedie collettive hanno il potere di tirare fuori il meglio da coloro che le hanno vissute in prima persona. Qualcosa di simile è successo di recente a
Fukushima, in cui
250 anziani, in massima parte medici e ingegneri in pensione,
si sono offerti come volontari per prestare soccorso ai sopravvissuti del
disastro naturale e nucleare. Loro, hanno detto gli anziani, hanno meno probabilità dei più giovani di ammalarsi per colpa delle radiazioni, che comunque svilupperebbero i loro nocivi effetti ad almeno quindici anni di distanza dall'esposizione. A quella data, hanno quindi aggiunto gli anziani, non è detto che siano ancora vivi... Il loro ragionamento ha portato l'opinione pubblica giapponese a ribattezzarli come
“kamikaze nucleari”, ma soprattutto
ha spinto il Governo a rifiutare, almeno per ora,
la loro proposta di rendersi utile.
Comunque vada a finire la vicenda (che noi abbiamo appreso dal sito
Superabile.it), è commovente pensare che un così alto numero di persone non più giovani nutra un amore di queste proporzioni per il proprio Paese.
Voi che cosa ne pensate? Vi sentireste pronti a
sacrificarvi per la vostra patria o anche per un vostro caro in caso di grave emergenza? Dateci la vostra opinione, vi aspettiamo!