
Il primo è stato diversi anni
Daniel Pennac con la
Sua fata carabina, la seconda puntata della saga della famiglia Malaussene, incentrata su un gruppo di vecchiette di Belleville che all'improvviso si mettono a sparare all'impazzata contro i criminali del quartiere. Nel tempo,
gli anziani protagonisti di romanzi più e meno divertenti si sono
moltiplicati, quasi in contemporanea con l'invecchiamento demografico della popolazione. Il fenomeno non riguarda solo
l'Italia, ma tutti i paesi più sviluppati. Arriva per esempio dalla
Svezia Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve (nella foto a sinistra, la copertina del libro) di
Jonas Jonasson.
L'autore è un giornalista, oggi alle prese con il secondo romanzo, dalla faccia rassicurante, quasi quanto non lo è il protagonista del suo esordio letterario,
un vecchietto esperto di nitroglicerina scappato dalla casa di riposo nel giorno del suo
centesimo compleanno. Da quel momento, è tutto un susseguirsi di
bizzarre avventure che coinvolgono il centenario e altri personaggi fuori dagli schemi come lui. La sua storia pare abbia avuto uno straordinario successo in patria, al punto che già si starebbe pensando di ricavarne un film. Anche in Italia le vendite sarebbero buone, ma al di là del destino di Jonasson e della sua anziana creatura immaginaria,
come si spiega tutta questa attrazione per anti-eroi vetusti e certe volte nemmeno troppo cordiali? Forse perché le generazioni più giovani hanno bisogno ancora di ricevere gli insegnamenti da
“nonni” magari un po' bisbetici ma pieni di esperienza? È un'ipotesi del tutto personale di chi scrive...
Voi come la vedete? Raccontatecelo... e buona lettura!