
Certe volte
i rapporti di vicinato possono essere
complessi. Per esempio, quando si è
costretti a passare sulla proprietà altrui come unica soluzione per uscire da casa propria.
Per risolvere controversie del genere, da qualche tempo è possibile appellarsi a
una sentenza della Corte costituzionale che ha riconosciuto l'applicabilità della normativa sulla
servitù di passaggio coattiva anche in materia di
accessibilità delle abitazioni. Dell'argomento parla
Gaetano De Luca, nell'articolo pubblicato oggi nell'area
Magazine, sezione
Casa e Condominio.
Il nostro avvocato ripercorre le tappe che hanno portato la suprema corte a un pronunciamento così importante per la vita di molte persone.
La questione, scrive l'esperto, era stata sollevata da
un invalido civile totale che aveva chiesto di poter accedere alla strada
passando dall'orto del vicino. La richiesta era scaturita dalla propria impossibilità di utilizzare la scalinata di ingresso del suo palazzo. Il vicino, però, gli aveva negato il passaggio, di qui l'inizio dell'iter giudiziario che ha poi condotto alla sentenza della Corte.
La medesima ha però anche stabilito un altro principio: “l'invasione” nella proprietà altrui è concessa se e solo
se non ci sono altri modi per rimuovere le barriere architettoniche che ostacolano l'autonomia di uno dei due contendenti. Ciò significa che se fosse stato possibile installare un ascensore o un elevatore nel palazzo dell'invalido citato nell'articolo, non ci sarebbe stato bisogno di attraversare l'orto del vicino.
A voi è mai capitato di
litigare con un confinante per problemi di accessibilità? Raccontateci la vostra esperienza, vi aspettiamo!
Leggi l'articolo di Gaetano De Luca