
Uno degli incubi peggiori di quando si va in
ospedale è la prospettiva di mangiare male. Per fortuna, nella realtà esistono esempi in contro-tendenza come
il progetto della dieta a chilometro zero per pazienti e personale attivato dal
Policlinico San Donato alle porte di Milano.
Ne parlava qualche giorno fa il
Corriere della Sera, soffermandosi più nel dettaglio sui singoli alimenti della dieta prevista per tutti i frequentatori della struttura ospedaliera.
In particolare, si legge nell'articolo, “mele, pere, sedano, cipolle, insalata e aromi” proverrebbero da varie aziende agricole della Lombardia, mentre altri cibi da zone d'Italia più lontane, ma comunque selezionati con rigorosi controlli.
La piccola rivoluzione copernicana del Policlinico milanese - la prima del genere in Italia - è stata resa possibile da un accordo tra il medesimo e
la Coldiretti, la nota associazione di produttori agricoli che da tempo sta conducendo una battaglia per la tutela del Made in Italy di qualità sulle nostre tavole. Al di là dell'interesse specifico di chi vive di agricoltura,
il diritto a mangiare sano e la consapevolezza dei rischi derivanti dal comportamento contrario riguardano – o dovrebbero riguardare – tutti i cittadini, in ospedale come a casa propria.
Voi che cosa ne pensate? Siete consumatori attenti? Diteci la vostra, vi aspettiamo.