



Possiamo parlare di psicologia degli oggetti di uso quotidiano? Tutti i giorni utilizziamo, afferriamo, tocchiamo una moltitudine di “cose” di diverso tipo e natura (utensili, ausili, dispositivi tecnologici, componenti edilizi, e così via). Certo che se parliamo agli oggetti forse qualcuno può pensare, a ragione, che non siamo molto a posto. Ma gli oggetti, in qualche modo, ci parlano, ci raccontano di loro, della loro funzione, del modo di essere utilizzati e entrano in relazione con noi.
Una porta, dopotutto, presenta due aspetti funzionali: la direzione in cui deve muoversi e il lato su cui agire. Se questa è stata studiata bene (come nella nella foto a destra), comunica a noi in modo corretto il suo funzionamento e il nostro cervello - macchina prodigiosa! - capisce subito come l'oggetto funziona.
Vi faccio anche un esempio personale. Da qualche mese ho cambiato auto: il comando per l'azionamento degli alzacristalli - montato sul bracciolo delle portiere anteriori (a lato del guidatore o del passeggero) è in posizione inclinata e riporta un pittogramma con l'indicazione del finestrino (immagine a sinistra).
Dalla ricerca di Donald Norman sono infatti passati diversi anni (il libro è del 1988: a sinistra, la copertina della versione italiana), ma molte sue osservazioni restano ancora attuali. Come sanno bene molti progettisti che lo ritengono un importante punto di riferimento, il suo libro, scorrevole e ricco di esempi, ci fa scoprire le varie dimensioni del nostro rapporto con gli oggetti e dell'interazione facile o difficile con loro.
Per esempio, consideriamo quelli che possono trovare modalità differenti di utilizzo: basti pensare alle scarpe con il velcro (foto a destra) al posto di quelle con le stringhe che possono semplificare l'azione di allacciarsi le stringhe, specie per chi ha delle difficoltà.
Oppure prendiamo oggetti strani, per esempio come l'orologio a rovescio (foto a sinistra) con le lancette che girano in senso antiorario, che mostra in modo evidente un nostro schema concettuale per noi così abituale da non accorgercene.




