
Spesso gli occidentali ammirano
la compostezza dei giapponesi, la stessa che molti di loro stanno mostrando anche in questi giorni di
incommensurabile tragedia e che potrebbe aver spinto qualcuno a credere che non abbiano bisogno di aiuto. Niente di più sbagliato: secondo alcuni studiosi, al contrario, potrebbero subire le conseguenze psicofisiche peggiori in particolare
gli anziani. Per
i bambini, invece, i rischi peggiori sono dati dalla radioattività nell'aria, nell'acqua e nei cibi, ma in generale tutti i sopravvissuti al terremoto e allo tsunami dello scorso 11 marzo non andrebbero lasciati soli.
Come venire, dunque, in loro soccorso? Tra i soggetti che si sono subito attivati spicca il Web, con il canale dedicato di
You Tube in lingua giapponese, nato per accogliere gli appelli dei sopravvissuti che cercano di rintracciare i propri cari e per mostrare i progressi nel ripristino delle infrastrutture. Qualcosa di simile stanno facendo anche
Google e
Flickr.
Chi, invece, volesse
prestare il proprio aiuto da qui, dovrebbe ascoltare
il consiglio del Consolato giapponese di Milano e
contattare la Croce rossa italiana in
uno dei seguenti modi:
- mandare sms allo 45500 “Proemergenza Giappone” per utenze cellulari Tim, Vodafone, Wind, 3, Coop Voce, Tiscali o da telefono fisso Telecom, Infostrada, Fastweb, Teletu e Tiscali;
- fare una donazione online sul
sito ufficiale della Croce rossa italiana;- effettuare un bonifico bancario: causale “Pro emergenza Giappone” IBAN: IT19P0100503382000000200208;
- utilizzare il conto corrente postale: n. 300004 intestato a: Croce Rossa italiana, via Toscana 12 - 00187 Roma”, causale “Pro emergenza Giappone”.
Per
gli appassionati di motociclismo, infine, un modo per essere solidali con i giapponesi è
acquistare la t-shirt con la scritta We X Japan, firmata da tutti i 17 campioni del
Motogp, disponibile sul
sito ufficiale e sui circuiti, al costo di venti euro l'una. Il ricavato sarà devoluto a un'associazione umanitaria giapponese durante il
Gran Premio del Giappone spostato al 2 ottobre 2011 anziché al 24 aprile com'era originariamente previsto.
Per quella data, probabilmente, la catastrofe sarà stata un po' assorbita, anche se difficilmente potrà essere dimenticata del tutto.
Al popolo giapponese, tutta la nostra solidarietà.