
Nel bene e nel male,
il festival di Sanremo è un appuntamento difficile da ignorare. Quest'anno, poi, si festeggiano anche
i 150 anni dell'Unità d'Italia e se c'è un'abitudine diffusa da Nord a Sud è proprio la visione collettiva della più famosa rassegna canora nazionale. Per onorare la storia patria, peraltro,
i quattordici “big” della canzone italiana presentano, oltre alle canzoni in gara,
un pezzo dedicato all'Italia. La nostra Penisola, si sa, ha una
forte tradizione localistica, storicamente non sempre in armonia con lo spirito unitario, per fortuna superato dal maggior desiderio di superare i confini del proprio borgo natìo.
La ricchezza dell'Italia è data, tra l'altro, anche dai suoi
tanti dialetti e vernacoli, spesso utilizzati anche nelle
canzoni. Finora, però, a Sanremo aveva partecipato solo
il napoletano, ben più che un dialetto conosciuto anche oltre i confini nazionali (pensiamo a
'O Sole mio, per fare solo un esempio). Quest'anno, invece, debutta sul palco dell'Ariston anche il lombardo di
Davide Van Des Sfroos.
Per ribadire la sua italianità,
lo stesso artista canta “W l'Italia”, nella lingua nazionale, a dimostrazione che chi è nato sullo Stivale ama le proprie origini e cerca di conservarle, allo stesso modo in cui si sente legato alla Penisola tutta e alla lingua comune a tutti i suoi abitanti.
Voi guarderete il Festival?
Vi piacciono le canzoni dialettali? A tutti voi,
buona visione e... w l'Italia!