
Siamo sempre stati convinti di avere una
casa con i fiocchi, fino al giorno in cui abbiamo deciso di venderla e ci siamo accorti che non valeva granché... almeno dal punto di vista energetico. Il giudizio spesso poco lusinghiero sulle nostre abitazioni dipende dal fatto che solo negli ultimi anni l'Italia si è adeguata alle normative europee sulla
certificazione energetica. Dell'argomento parla
Giovanni Del Zanna nell'articolo pubblicato oggi nell'area
Magazine, settore
Architettura.
L'esperto si sofferma in particolare sulle caratteristiche della
casa ideale, quella di
classe A, capace di produrre calore (o freddo) al suo interno con il minor impatto possibile sull'ambiente; chi non ha tutti i requisiti di legge, si colloca nelle classi via via inferiori, fino al minimo, classificato con la lettera G. Per aggiudicarsi “il primo banco” (come i più bravi a scuola!), occorre rispettare una serie di parametri tecnici che si adattano anche alla
zona climatica in cui si trova la stessa abitazione. Sì, perché per scaldare adeguatamente una baita di montagna, servirà un numero di kilowatt/ora diverso da quelli necessari per una casa sul mare. Fondamentale, inoltre, è
evitare la dispersione di calore, un problema non di rado esistente nelle costruzioni più vecchie o non ristrutturate. Come migliorarsi e guadagnarsi il 10 e lode in fatto di
produzione virtuosa – quindi “green” - di calore? Leggete l'articolo del nostro architetto e lo scoprirete. E
in bocca al lupo per i vostri affari immobiliari!
Leggi l'articolo di Giovanni Del Zanna