
Anziché abolire l'Ici, l'Italia avrebbe dovuto detassare i redditi da lavoro. Se non l'ha fatto, è perché nel nostro Paese la politica è “per vecchi”. Il secco giudizio è stato espresso qualche giorno fa da un editorialista del quotidiano
La Stampa, che ha voluto commentare in questo modo la pubblicazione di un articolo dell'
Economist sull'esistenza di un forte conflitto generazionale nel nostro Paese. L'autorevole testata britannica si era soffermata sulle parole pronunciate da
Giorgio Napolitano nel
discorso di fine anno, mettendo a confronto la situazione italiana con quella di altri stati europei in cui, analogamente, la crisi economica e l'invecchiamento della popolazione starebbero oscurando il futuro delle generazioni più giovani. Eppure, sostengono l'Economist e il giornale di Torino, altrove queste ultime possono sperare ancora. In Italia, invece, la
gerontocrazia imporrebbe l'agenda delle scelte politiche.
In particolare, il governo in carica avrebbe vinto proprio perché è riuscito a conquistare l'elettorato più anziano, composto in massima parte di pensionati che vivono nella casa di proprietà e con altre rendite. I giovani, in altri termini, sarebbero poco attraenti per chi si trova nella stanza dei bottoni, per il fatto che, in proporzione, sono troppo poco numerosi. Senza contare, poi, che molti di loro sono anche precari e sempre meno inclini a cercare un'occupazione qualificata... nonostante questo, secondo una ricerca sui ragazzi tra i 15 e i 24 anni, condotta da
Ilvo Diamanti e presentata al programma
Le storie-diario italiano di
Corrado Augias lo scorso giovedì, la maggioranza di loro si ritiene felice.
Forse perché l'età verde rende comunque allegri? C'è da augurarsi che sia così, per il loro bene, e per gli anziani che un giorno potrebbero aver bisogno di loro.
Voi che cosa ne pensate? Come vedete il futuro dei nostri ragazzi? Diteci la vostra opinione, vi aspettiamo.