
Al ristorante dell'
Hotel Concordia a Roma il tavolo c'è sempre, ma il vuoto lasciato da
Mario Monicelli difficilmente potrà essere colmato. Con lui erano soliti trovarsi i più grandi registi del cinema italiano, “soliti noti” come
Carlo Lizzani,
Ettore Scola,
Citto Maselli e molti altri. Tuttora qualcuno continua a tenere viva la memoria di quella magnifica stagione cinematografica seguita alla Seconda guerra mondiale, andandosi a sedere proprio lì. “Vi ero stato marginalmente ammesso per aver scattato loro delle foto”, racconta, con la modestia che gli è tipica, un'altra grande “coscienza civile” come
Mario Dondero, il quale definisce così il regista viareggino. Il fotoreporter ha avuto il privilegio di vedere Monicelli all'opera sul set delle
“Rose del deserto”, in Marocco, la sua ultima regia. Dondero ricorda che il film è tratto da
Il deserto della Libia di Mario Tobino, concittadino del regista. Lo scrittore raccontava
la stupidità della guerra, di tutte le guerre certo, ma in particolare di quella nell'Africa settentrionale tradotta in immagini dal film del 2006.
Tra gli ultimi lavori di Monicelli, citiamo anche la sua memorabile testimonianza su
Ugo Tognazzi, nel film-omaggio della figlia
Maria Sole, e la partecipazione nel 2008 a un documentario a più voci sulla
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Finché ha potuto, Monicelli ha fatto la sentire
la sua voce critica sulle scelte della politica, non ultima la decisione
sui tagli alla cultura (cui ha dedicato il cortometraggio
La nuova armata Brancaleone), che per il regista rappresentano il segno di un Paese oltre l'affanno. Forse,
il salto nel vuoto è stato il suo estremo gesto di contestazione, l'ultimo schiaffo dal binario della vita alla nera falce.
Mentre scriviamo queste parole, i media
non solo italiani stanno raccontando con dovizia di dettagli una vita beffardamente fuori dal coro.
Sarebbe stato un grande onore ospitarlo in altra circostanza qui su
“Muoversi Insieme”: di certo avremmo imparato molto. Per fortuna, restano i suoi film, un patrimonio per l'umanità da conservare e tramandare per quelli che verranno.
Arrivederci Mario, grazie di tutto.