
Tra tutte le creature viventi,
noi esseri umani siamo senz'altro i più pretenziosi: per soddisfare le nostre esigenze ci servirebbero
sei pianeti-terra. Si tratta di un desiderio evidentemente irrealizzabile in nome del quale, però, molti di noi hanno agito, mettendo in serio pericolo le risorse naturali del suolo, dell'acqua, dell'aria e del calore. A dirlo, è
Paolo Ferrario nell'articolo che pubblichiamo oggi nell'area
Magazine, settore
Socialità. Il nostro sociologo non si limita a lanciare l'allarme, ma cerca anche di
far luce sulle tendenze positive che cercano di
risollevare le sorti del nostro pianeta.
Da una parte cita quindi alcune
città europee che hanno già adottato
politiche “green”, dall'altra presenta una serie di
professioni spendibili sul mercato del lavoro, che potrebbero nascere ex novo o dopo adeguata specializzazione.
Anche
l'Italia potrebbe beneficiarne, anche se Ferrario non nasconde il suo disappunto nel constatare che nel nostro Paese
poco si è fatto, fino a questo momento, per incentivare il trasporto pubblico e l'uso delle energie rinnovabili, per potenziare il biologico nell'agricoltura e
la raccolta differenziata (un processo drammaticamente ostacolato in alcune zone della Penisola dalla
criminalità organizzata) e in generale per ridurre le emissioni di anidride carbonica, tutti esempi di
“green economics” che invece sono molto diffusi soprattutto nel nord Europa.
Come uscirne? L'esperto propone
un patto tra i sessantenni di oggi e le nuove generazioni. Sono proprio i primi, infatti, i principali responsabili del “sacco alla terra”, mentre alle seconde spetta il non facile compito di cambiare rotta. Prima che sia troppo tardi.
Voi che cosa pensate della Green Economy? In generale, che cosa fate per ridurre la vostra
impronta ecologica? Raccontateci la vostra esperienza, vi aspettiamo.
Leggi l'articolo di Paolo Ferrario