
A molti lavoratori iscritti alla
Gestione separata dell'Inps è sembrata un po' forte la dichiarazione di
Antonio Mastrapasqua, il direttore dell'ente previdenziale statale, rilasciata qualche settimana fa durante un convegno. Capire quanto sia l'ammontare complessivo dei
contributi pensionistici accumulati da loro fino a questo momento – avrebbe infatti detto il responsabile dell'Inps - è impossibile oltre che “pericoloso” per
la pace sociale. Quest'ultima parte della frase, in verità, è frutto delle ricostruzioni giornalistiche apparse però su media di orientamenti differenti.
Qualunque fosse il vero significato delle parole di Mastrapasqua, è in effetti vero che
la situazione pensionistica dei lavoratori autonomi o sotto contratto di collaborazione o
altre forme atipiche è
più difficile da ricostruire. Al cammino a ritroso attraverso anni di lavoro non proprio stabili è stato persino dedicato
un film francese,
da poco nelle sale italiane. Si tratta di
“Mammuth” (
nella foto a sinistra, la locandina), di Benoît Delépine e Gustav Kervern, interpretato da
Gérard Depardieu.
Il titolo è volutamente evocativo: elefantiaca è la stazza del protagonista e da
animale in estinzione sono i suoi sentimenti nei confronti della società contemporanea, rifiutata simbolicamente anche dalla motocicletta – una non casuale “Munch Mammuth” - degli anni Settanta che si ostina a guidare.
Il film indaga con grande passione sociale nei
dilemmi personali e universali di un quasi anziano alle prese con la fine della vita attiva (bella
la recensione di Paola Casella su
Europa).
Tuttavia, a livello pratico,
i sessantenni atipici di oggi non dovrebbero temere per la propria pensione, per quanto possa essere arduo calcolarla: la rassicurazione è arrivata dallo stesso
Mastrapasqua, che tra l'altro ha lasciato
qualche speranza anche ai
pensionati del 2040 e rotti... in che modo? Leggete l'articolo nell'area
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