Andare in pensione può essere una liberazione ma anche un rischio: chi non è pronto a reinventarsi una nuova vita potrebbe
subirne il contraccolpo non solo psicologico. Una
ricerca americana ha per esempio messo in luce l'esistenza di una correlazione tra pensionamento e rallentamento delle proprie
capacità mnemoniche. L'indagine si è basata sulla
somministrazione di test della memoria a pensionati provenienti da undici Paesi diversi, tra cui
l'Italia, che non avrebbe ottenuto
risultati molto brillanti. Chissà se le performance dei futuri pensionati della Penisola saranno migliori una volta che sarà andata a pieno regime la riforma introdotta con
il decreto legge 78 del 31 maggio scorso. Con questo provvedimento, infatti, sono destinati ad aumentare gli italiani che andranno
in pensione più tardi per effetto dello
slittamento delle finestre per il pensionamento a partire
dal prossimo primo gennaio 2011. Solo da quella data, i titolari di pensione di anzianità o di vecchiaia dovranno aspettare un po' di più di quanto aveva stabilito
la riforma entrata in vigore nel 2008 di cui
avevamo parlato diffusamente.
In particolare,
i lavoratori dipendenti dovranno aspettare
fino a nove mesi in più rispetto al sistema stabilito nel 2008, mentre
gli autonomi potrebbero attendere
fino a un anno in più.
In concreto,
che cosa succederà dal prossimo anno? Vediamolo nel dettaglio, nell'articolo che pubblichiamo oggi nell'area
Magazine, settore
Lavoro e Pensione.
Vai all'articolo