
Ai settantenni di oggi sarà capitato qualche volta di
rispolverare i vecchi filmini girati quando i figli erano piccoli. Che dolce malinconia si prova nel vedere quelle
immagini un po' sgranate, simili, quanto più la pellicola si è rovinata, alle comiche del cinema muto. Lo stesso effetto si prova scorrendo
i video realizzati da una
casa di produzione televisiva di Savona con la collaborazione della
Provincia. In questo caso, però, l'effetto amarcord è prodotto dal sapiente montaggio curato da
Riccardo Ricco, ideatore e fondatore della
Cineteca provinciale di Savona, esperto di tradizioni locali nonché collezionista di canzoni italiane dagli anni Trenta ai Sessanta. Proprio
la musica fa da
ruffiana colonna sonora alle immagini di
Savona e dintorni raccolte tra il il 1953 e il 1968: il bellissimo video che ne è venuto fuori (ma provate a guardare anche quello sul pittore
Eso Peluzzi) è scaricabile direttamente da
You Tube, per volontà espressa della medesima Provincia che sta cercando di promuovere la conoscenza del proprio territorio e la
conservazione della memoria del passato. Allo stesso scopo, organizza ogni anno concorsi fotografici aperti a tutti i cittadini su scatti che immortalino attività e volti sottratti alla quotidianità locale. In un certo senso, l'ente amministrativo sembra proporre ai suoi abitanti
un'idea di continuità tra le generazioni, diverse negli abiti e nella meno massiccia diffusione edilizia, ma in fondo sempre uguale nel desiderio di divertirsi e di stare in compagnia. Nel video si coglie, a dire il vero, anche tutta
l'industriosità spensierata di una popolazione in pieno boom economico. Il brano iniziale è una celebre versione strumentale di
You make me feel so young ed è proprio
un sentimento di giovanile entusiasmo che sembra pervadere
i volti dei savonesi di quegli anni. Se qualcuno di loro ci si dovesse riconoscere oggi, forse si farà scappare qualche lacrima. Ma non c'è niente di più interessante di una vita intensamente vissuta, non credete? Anche voi ogni tanto
cedete al “com'eravamo” o preferite passare oltre?
Diteci la vostra, vi aspettiamo!