
Chissà se un giorno torneranno anche le voluminose spalline in auge negli anni Ottanta.
La moda, si sa, è fatta tutta di corsi e ricorsi storici, ma negli ultimi tempi
i revival sembrano essere sempre più diffusi, e non solo tra giacche e lingerie femminile. La tendenza si è infatti estesa anche al
design, come testimonia un libro da poco pubblicato per Logos, dal titolo
Interni vintage oggi. Recensito un paio di settimane fa sul
Venerdì de
La Repubblica, il volume mostra le soluzioni d'arredo adottate da privati ed esercizi pubblici dichiaratamente ispirate alle
“case delle nonne”. La recensione sostiene tra le righe che le persone veramente “fashion” in questo periodo prediligono
mobili e poltrone tondeggianti, indipendentemente dal materiale in cui sono realizzati (anche la plastica delle
Pantom Chair in questo momento è considerata vintage). Pure gli accessori seguirebbero gli stessi stilemi, anche se in questo caso la patina nostalgica sarebbe regalata dal
vetro di Murano, adottato dalle lampade e dai vasi di due grandi designer (rispettivamente
Fontana Arte e Venini). Nell'amarcord degli architetti d'interni sono dunque annoverati anche gli anni Sessanta, quelli del boom economico e delle prime minigonne, anni in cui
i film del Neorealismo di poco tempo prima sapevano probabilmente già di
Belle Epoque. A ben guardare, si trattava di un periodo di rinascita del nostro Paese e di tutti gli altri passati attraverso la Seconda guerra mondiale. Si potrebbe proprio dire, anzi, che
gli anni Cinquanta e Sessanta simboleggino di per sé
la stagione felice dei popoli d'Europa che si levavano la polvere di dosso e riprendevano a guardare con fiducia al
futuro. Quelli che oggi sono nonni erano giovani proprio in quegli anni così ricchi di fermento, così colorati come i loro mobili e i loro vestiti... È normale averne nostalgia, non credete? Voi come la pensate? Preferite comunque oggetti futuristici o siete cultori del vintage?
Diteci la vostra: anzi, descriveteci il vostro salotto!