
L'allungamento della vita è una conseguenza dei progressi medici e sociali delle società contemporanee, tuttavia non si deve ignorare l'altra faccia della medaglia: aumentando i cosiddetti
grandi vecchi, crescono anche le probabilità della presenza di una
quota “fragile” tra loro. Diventa perciò sempre più importante anticipare i bisogni degli anziani di oggi e di domani, come si propone di fare
l'Osservatorio permanente sulla condizione della popolazione anziana in Italia, che sorgerà
nell'Università di Camerino, in provincia di
Macerata.
L'annuncio è stato dato l'estate scorsa a
Roma, in occasione di
un convegno organizzato da
Telemeditalia, il mensile online dedicato alle tecnologie sanitarie. L'elezione dell'ateneo marchigiano a sede dell'Osservatorio non è casuale: al suo interno si trova
il Centro Ricerche Cliniche, Telemedicina e Telefarmacia della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, che ha raccolto l'impegno accademico tradizionale a favore delle nuove tecnologie applicate all'ambito medico e sanitario.
In concreto,
che cosa dovrebbe fare l'Osservatorio? Innanzitutto scattare periodicamente una
fotografia dettagliata sulle condizioni di vita degli anziani italiani. Nel dettaglio, si dovrebbero fornire informazioni precise sugli stati di povertà e di emarginazione tra gli stessi e sulle cause socio-economiche e demografiche che li determinano; si dovrebbero inoltre tracciare i profili individuali e familiari che potrebbero influire negativamente sulla loro qualità della vita, mettendo in risalto le
caratteristiche epidemiologiche delle malattie più frequenti in vecchiaia e gettando le basi per l'elaborazione di programmi di prevenzione più adeguati alle necessità della fascia d'età oggetto d'indagine, con un occhio al risparmio nella spesa sanitaria generale. Tutto ciò dovrebbe essere realizzato
in collaborazione con le istituzioni pubbliche e private che già si occupano dei problemi connessi all'invecchiamento, puntando sulla possibilità di sperimentazioni condivise. L'Osservatorio dovrebbe infine occuparsi di promuovere le proprie attività, mettendo a disposizione degli enti che erogano servizi agli anziani anche il proprio know-how tecnologico.

Il progetto è ancora nella fase organizzativa, ma dal convegno di Roma a oggi qualcosa è cambiato, come ci ha raccontato
Francesco Amenta, docente del Centro ricerche del farmaco dell'università marchigiana. Secondo il professore, l'Osservatorio partirà a breve con l'analisi delle caratteristiche epidemiologiche delle malattie degli anziani, dell'appropriatezza dei farmaci normalmente utilizzati per curarli, dei fattori di rischio principali legati all'invecchiamento, della validità dei servizi sanitari residenziali e domiciliari a loro forniti e infine con l'indagine sulle migliori strategie di prevenzione che permettano di abbattere la spesa sanitaria.
I passi illustrati dovrebbero essere realizzati con la collaborazione di altri soggetti, secondo
la logica della rete: l'Osservatorio si occuperà di elaborare
questionari sui primi punti oggetto di studio e nel frattempo cercherà di utilizzare i dati statistici sugli anziani disponibili nelle Asl regionali e di interagire anche con i servizi territoriali che si occupano di igiene mentale per coinvolgerli nei propri intenti.
Il cammino è stato dunque tracciato: nei prossimi mesi si conosceranno meglio i contorni della
prima fotografia scattata agli anziani d'Italia.