
Immaginate l'effetto che doveva fare il telefono le prime volte che si è cominciato a usarlo. Probabilmente sembrava che la persona all'altro capo del filo fosse giusto dietro di noi, sarebbe bastato girarsi e ci si sarebbe potuti guardare in faccia. Più o meno questo è successo stamattina durante la conversazione a distanza con
Carla Bignami, socia fondatrice del
Centro donatori del tempo di
Como. A settantasette anni, la sua voce ridente fa immaginare un viso aperto all'incontro con gli altri e alla vita in generale, come conferma lei stessa verso la fine della chiacchierata, durante la quale ha raccontato come mai un'impiegata nella direzione generale di un'importante industria serica della città abbia deciso a un certo punto di dedicarsi ai
bambini disabili, prima, e agli
anziani malati di Alzheimer, poi. Sentendola parlare si hanno già tutte le risposte, ma pensiamo che sia utile non tenercele per noi, bensì condividerle con i lettori di
Muoversi Insieme, soprattutto con chi tra loro sta vivendo il dramma della
malattia oggi ricordata in tutto il mondo. Buona lettura.
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